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Con quella faccia un po' così, quell'espressione un po' così...

Con quella faccia un po' così, quell'espressione un po' così, Giorgio Chiellini non sfigurerebbe in una foto segnaletica. Brutto, antipatico anche quando vuole fare il simpatico, naso ingombrante, testa povera di capelli e occhi piccoli. Diciamolo: esteticamente rivedibile. Anche sul piano del glamour, stendiamo un velo di silenzio. I suoi colleghi ostentano tatuaggi ovunque, acconciature dadaiste, stili di vita da rockstar, spendono e spandono, tutto a favore della macchina fotografica. Lui nulla di tutto questo. Visto per strada, lo potremmo scambiare per un magazziniere a fine turno, un macellaio oppure un muratore. Al massimo un impiegato che aspetta il ventisette e sogna un'altra vita. Anche calcisticamente non ha lo stile del grande difensore e sul campo di calcio non spicca certo per eleganza. Parliamo di un marcatore di quelli di una volta, un canaccio che s'attacca al suo avversario e gli ruba anche l'aria che respira. Un canaccio. E' rude, battagliero e sa usare ogni strumento che madre natura gli ha concesso. E' rabbia, è l'anticipo che supera la soglia dell'ossessione. Quando entra in campo vuole solo che l'attaccante che gli è toccato in sorte esca senza aver capito il perché gli fa male ogni parte del corpo senza aver mai toccato un pallone. Mentre lui, con il suo sorriso banditesco, la faccia da pugile suonato, sorride e ti abbraccia, perché dove non ci arriva con la tecnica, ci arriva con l'astuzia. Chiellini è italiano come Garibaldi. E' la prova vivente che se ci mettiamo in testa una cosa ti puoi chiamare Kane o chi ti pare, uscirai dal campo stordito e a mani vuote. Marcare come Chiellini è un'arte in via d'estinzione. Oggi si marca a zona, il difensore più che difendere deve saper costruire perché il gioco deve partire dal basso. Tutto vero. Poi c'è la realtà. Perché il "tiro a giro" di Insigne e le sassate di Chiesa servono a poco senza sentinelle pronte a morire per proteggere la porta. Niente bellezza da ostentare, niente taglio o colore di capelli diversi a ogni partita. Giorgio Chiellini fa solo quello che fanno tutti gli italiani quando amano veramente qualcosa: la proteggono con la bava alla bocca.