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Continui a ballare


«Io manderò mia figlia a scuola senza mascherina. Fa male tenerla per sei ore». Per un attimo ho sperato che stesse scherzando. Invece no, ho alzato la testa e visto il suo faccione serioso, abbronzatissimo e poco intellettuale perché senza occhiali. Non poteva iniziare peggio quest'ultima settimana di agosto. Su La7 c'è il senatore Matteo Salvini, ex ministro dell'Interno, noto per le mitiche risposte fuori tema e quasi sempre poco pertinenti alla domanda ma in linea con la perenne campagna elettorale. Le sue sono state parole dirompenti ma allo stesso tempo agghiaccianti. Ho visto tutta la forza e la potenza di un pater familias racchiusa in una sola frase. Io, padre, dispongo e impongo. E la mamma sarà d'accordo nel mandare la figlia a scuola senza mascherina? Questo non siamo tenuti a saperlo. «Io manderò». Sempre quell' Io che qualche mese fa era stato bandito dallo stesso Salvini, che propagandava di piazza in piazza, con il rosario in mano, l'importanza per i figli di avere "una mamma e un papà". Ma oggi c'è solo il suo Io. Eppure basta poco per essere consapevoli che una donna, una mamma in famiglia si include con tre sole lettere: Noi. Le parole di Salvini le ritengo un pericoloso messaggio di incitazione al non rispetto della legge e delle regole fondamentali per la saluta pubblica. Caro Salvini, mi rivolgo a Lei, papà esemplare, continui pure a ballare al Papeete sorseggiando dell'ottimo mojito, che alla salute dei figli ci pensano i genitori in aderenza alla legge e alle regole. Li rispetti e la smetta di usarli in modo strumentale per far passare messaggi distorti e distanti da una realtà globale che richiede l'assoluta sobrietà di tutti, in primis della politica. I suoi continui "menefrego" sono un inno contro il senso civico e il buonsenso. Ogni sua lusinga ai facinorosi della disobbedienza incivile gliela restituisco volentieri, almeno per rispetto di chi ha seguito e segue le regole con dignità e scrupolo verso il prossimo, ma soprattutto verso chi, a causa di irresponsabilità ha già perso la vita. Le consiglio un ottimo libro di Salvatore Primiceri intitolato Etica del Buonsenso, dal quale (spero) potrà comprendere che l'uso del buonsenso consente di distinguere ciò che è buono da ciò che è cattivo, e soprattutto restituisce serenità e felicità sia per chi agisce sia per chi riceve. Nel frattempo continui a ballare.