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Eroi per un giorno


Vi ricordate quando gli eroi erano i medici e gli infermieri? Quelli ripresi sfiniti sul posto di lavoro, i protagonisti indiscussi delle copertine dei magazine, con i tratti e i colori a metà fra il loro mestiere nel contemporaneo e i tempi della grande crisi di faulkneriana descrizione, finendo addirittura come campioni dei fumetti nei disegni degli artisti? Sono passati dieci anni? Macchè, solo due mesi. Oggi tutto sembra finito. Così finito che in Francia gli operatori sanitari protestano e un'infermiera viene fermata e trascinata via brutalmente dalla polizia. L'altro giorno, sui social, girava un meme che credo sia perfetto per il momento e per quello che voglio dire: una foto dell'arresto dell'infermiera e sopra le parole della canzone di David Bowie We can be heroes, just for one day. Come non condividere, guardando quelle immagini, lo stesso sentimento di sfiducia, scetticismo, pessimismo ai limiti del nichilismo. «Gli eroi son tutti giovani e belli» diceva Guccini in una sua nota canzone, e dura sempre troppo poco il loro tempo (aggiungo io) per quello che viene loro concesso dagli applausi dei facili adulatori. Perché stavo pensando a una cosa, guardando quella foto: il poliziotto che la tiene per i capelli, nei giorni della pandemia, non avrà forse pure lui applaudito agli infermieri? Non avrà magari anche la polizia parigina, come quella italiana o statunitense o di altre parti, fatto suonare le proprie sirene e acceso i lampeggianti delle auto di pattuglia per rendere omaggio al lavoro e al sacrificio di quegli stessi operatori che ora, con la forza, sgombera mentre chiedono più tutele e risorse? Domande inutili, temo.