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Giù le maschere!


Sono Covid-19, un congiunto di Sars e Mers, meglio noto come Coronavirus, anche se questo non è altro che il mio ceppo di origine, il mio cognome per intenderci. Nella nostra famiglia siamo numerosi e siamo in grado di svilupparci sotto mutevoli forme. Io personalmente ho compiuto un grande salto. Voi lo chiamate spillover. Non che non mi trovassi bene nel mio mondo, ma ero troppo curioso di spiare il vostro e divertirmi un po' con voi, e allora ho pensato che sarebbe stato bello fermare il vostro tempo, far saltare i vostri programmi, scombinare le vostre abitudini e il vostro vivere quotidiano... sconvolgere la vostra esistenza costituita da precari e apparenti equilibri, nutrita di radicate convinzioni basate su effimere certezze. Ho serpeggiato a lungo, strisciando nelle vostre terre e aleggiando nei vostri corpi. Eh già, perché io sono invisibile. Non potete vedermi e a volte neanche sentirmi. Ma sono in voi. Posso innalzare la vostra temperatura corporea e sono così dispettoso che posso persino arrivare a non farvi più respirare. Perché la mia forza è direttamente proporzionale alla vostra mediocrità, alla vostra arroganza, alla vostra superbia. Ma sappiate che ai miei occhi siete tutti uguali: bianchi, neri, gialli, ricchi, poveri, giovani e vecchi. Sono equo e imparziale. La natura mi ringrazia, la terra è tornata a respirare e mentre voi vi ammalavate il buco dell'ozono iniziava a guarire. Ho spostato la vostra attenzione sull'altro. Il vostro sguardo si è poggiato sul vicino. Finalmente, grazie a me, lo vedete. Ma non potete avvicinarvi. Non potete toccarlo. L'altro c'è ma è lontano. Prima del mio arrivo l'altro era lì, accanto a voi, con voi, tra di voi... e voi lo ignoravate. Le relazioni interpersonali di qualsiasi genere hanno dovuto confrontarsi con me. Giù le maschere! Matrimoni falliti, menzogne costrette a venire a galla, inganni perpetrati ad libitum depongono le loro vesti... Fermi. Tutti fermi. Ognuno a fare i conti con la fotografia che ho scattato. Vi ho concesso l'enorme privilegio di guardarvi. Non dissipatelo. Una volta raso al suolo, o si ricostruisce o si scava a fondo. Sono il bene racchiuso nel male. Sono lo specchio delle vostre anime, dei vostri pensieri più reconditi. Ma non temete, anche se scomparirò cercatemi bene, perché sempre qui mi troverete, nel buio ricordo del vostro essere.