Scritture scriteriate

Gli italiani vogliono la tranquillità

Ogni volta che sfoglio un quotidiano mi trovo di fronte a scelte di gerarchia d'importanza delle notizie. Le prime pagine sono indicative delle priorità accordate alle news, che probabilmente vanno anche incontro a interessi e aspettative dei lettori e l'italiano medio, questo lo si è capito da tempo, vuole rassicurazioni non problemi, notizie flash più che ragionamenti; inoltre le scelte di composizione della prima pagina possono avere impatto sui lettori italiani. Orientarli in un senso o in un altro... Ah! Il potere della stampa.

Prendiamo ad esempio un quotidiano di domenica 4 luglio. Titolo in alto in grosso: TREGUA M5S - Governo blindato. Certo è importante. Le sorti del Movimento 5 Stelle nato dal "vaffa" e approdato a tre governi diversi ora preoccupa molti fra oppositori e interlocutori, ma è la notizia più importante della settimana?

Il titolo della foto che occupa la pagina invece è diversa. Riguarda i Campionati europei di calcio, ma induce a preoccuparsi per il Covid, riferendo di come certi tifosi inglesi abbiano beffato i controlli, mettendo a rischio tutti. Ma a dire il vero lamentarsi della beffa non basta. Ci vorrebbe davvero più determinazione nei confronti di tutti e non solo nel calcio, più rigore, ma non certo come quello segnato dal grande Lukaku o quello negato in Italia-Belgio. Ma lasciamo da parte le battutine calcistiche, perché non è bene banalizzare e riprendiamo da questa benedetta prima pagina che è quella del romano Messaggero, un quotidiano che non amo particolarmente e che sfoglio solo la domenica perché pubblica un bel Prodi in prima e all'interno una rubrica dello studioso Alessandro Orsini. A dire il vero oggi c'è anche un articolone culturale su Ennio Morricone.

Buono come sempre l'intervento di Romano Prodi, che non lesina consigli per la ripresa economica, non sottace i buoni risultati che fanno ben sperare ma anche i rischi, le possibilità e via dicendo, e arriva a invocare la creazione di una task force governativa di coordinamento di risorse esistenti per dare concretezza al "Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza".

Ma poi lo spazio riservato a notizie importanti è limitato a poche righe o a un solo titoletto che rimandano (e vivaddio) alle pagine interne, come i pericoli della diffusione di nuovi ceppi covid oltre la variante Delta col conseguente aumento di positivi. Ma, si dirà, in Italia non è così, almeno finora tutto sembra sotto controllo. Ma, chioso io, primo non è detto che non succeda anche qui in forma pericolosa (toccatevi pure, tanto non serve e comunque Troia è caduta).

Invece, come detto, la rubrica fissa di Orsini è sempre nelle pagine interne. Giovanissimo esperto di politica internazionale, di terrorismo nostrano e non, si sofferma spesso sugli scenari globali, sui rischi di guerra, sulle strategie geopolitiche, insomma non considera l'Italia l'ombelico del mondo. Oggi è la volta dell'Afghanistan, dove il ritiro dei soldati statunitensi rischia di rafforzare una guerra già in atto in cui i Talebani riconquistano posizioni: tutto sembra ricominciare con un ISIS mai morta e con una guerra civile non tanto fantasiosa, che fra le altre conseguenze creerebbe nuove ondate di espatri, dolori, morti.

Perché temi come questo sono relegati a pagina 16? Perché la stampa italiana, un po' tutta e da sempre, dimentica guerre solo apparentemente lontane? Perché certe notizie sono in prima pagina solo sui quotidiani stranieri? Ma gli italiani oltre che essere rassicurati vogliono continuare a pensare che "non mi tocca", anzi forse "non me ne frega niente". Solo quando arrivano i migranti ecco che si schierano col Salvini di turno per dare colpe a 'sti disgraziati, che secondo loro (e purtroppo fanno audience) ci tolgono il lavoro, insozzano il territorio, ci portano il terrorismo, la droga, la prostituzione, il vituperato Islam, eccetera eccetera. Che penoso paese è mai questo che solo nelle ricorrenze si ricorda del primo e del secondo Risorgimento e che esulta di patriottismo solo quando l'Italia vince. E quanto penosa una stampa che insegue opinioni politicamente e ideologicamente eterodirette invece di assolvere alla propria nobile funzione di informare.

Ma mica finiscono qui le notizie, o meglio la loro sottovalutazione nella gerarchia di composizione della prima pagina. Eccoti lo scandalo in Vaticano: solo un titoletto, eppure nell'articolo delle pagine interne il giornalista ricostruisce bene il caso. Perché non dedicargli un titolone in prima? L'ex Cardinale, ex Sostituto alla Segreteria di Stato, ex Prefetto per le Cause dei Santi nell'ambito di una inchiesta sullo sperpero dei denari vaticani (milioni di euro che hanno svuotato le casse del Vaticano) è accusato di peculato, abuso d'ufficio, subornazione. Insieme a lui (che chissà cosa avrà combinato in questi anni in materia di canonizzazioni) anche altri: broker, faccendieri, la sua stessa segretaria di nome Marogna (con la M e non con la C), una manager esperta in diplomazia che avrebbe usato parte di quel denaro per spese personali, ma si sa... i trucchi, le chincaglierie e quant'altro hanno un costo, e chi se ne frega se provengono da un fondo vaticano cosiddetto "Obolo per i poveri".

Pare l'Italia, invece è l'Italia, e i quotidiani dovrebbero mettere in evidenza in prima pagina certe notizie, da quelle internazionali a quelle apparentemente più nostrane, anche perché a pensarci bene la santa Sede non è Italia e lo IOR, che tanto dicevano e addirittura hanno voluto dire personalmente al sottoscritto qualche tempo fa non è una Banca e ha finalità diverse; lo IOR ha una storia fatta di fatti per cui la Chiesa non sarebbe fatta, perché non fu fatta per essere come bruta.