Il Caffè dei Poeti


Roberto Luzi

Roberto Luzi è nato nel 1976 a Recanati. Figlio del pittore Fausto Luzi, che lo ha sempre incoraggiato nella ricerca di un suo linguaggio poetico, fin da ragazzo ha coltivato importanti amicizie con pittori e poeti marchigiani, tra cui Acruto Vitali, Giampiero Neri e il critico d'arte Luigi Dania. Ha partecipato ad alcune rassegne locali di poesia. Vive a Fermo.


Mentre saltellavo, innamorato

in te moriva

la rosa rossa, sciupata e scalfita

ebbra di incertezze,

stropicciata.

Proprio in quel momento

le onde in sintonia con le vele

si scagliavano sugli scogli

in una tempesta incessante,

alternata alla pazza calma delle sirene.

Proprio in quel momento

l'irrefrenabile tempesta

si abbatteva su spiagge

dai sassi incerti.

Proprio in quel momento

la violenta tempesta

partoriva la tristezza

di un amore non condiviso.

Ciao Alberto


Le vie della città mutilate da un'aria gelida

le gocce di un cielo rosso bagnano la strada

spiriti purificati da lacrime di rugiada

cumuli di cenere appartenenti ad una vita bruciata

frammenti di stoffa riciclati per un'anima ricucita

brezze fresche ricordano un'aurora ormai svanita

frantumi di psiche riflessi in schegge di vetro

esistenze in macerie coperte da un lenzuolo tetro

figure adagiate delicatamente in cofani di larice

corpi frivoli tumulati dalla terra ai piedi di un salice

vedove suonano ballate celtiche durante i sacri riti

animi abbandonano terre natie nuotando verso lidi ignoti.


Io verrò a cercarti

anche quando nessuno si ricorderà di te.

Io ti sognerò

anche quando la gente avrà smesso di sognare.

Io getterò

di là dal muro la mia maschera ipocrita

che mi fa scrivere versi,

quando tutto sarà già stato scritto.

Io calpesterò le vie battute

dai poeti e dai sognatori

quando gli uomini avranno lasciato

le loro impronte di carne

sui marciapiedi.

E quando sarai lontana

e la notte calerà sui miei giorni,

e tu solo una goccia d'acqua

nell'oceano

io verrò a cercarti.


Spengo l'assoluto universale

senso di estraneità alla vita

per lasciarti ancora un po' di calore

sulle tue piccole labbra trasparenti

tumefatte dal silenzio

ti respiro nel tuo cuore assente

scavando nella metastasi assassina

neppure una lacrima del mio latte

s'incaglia nella disperazione

e sopra le tue palpebre innocenti

odio un Dio fabbricato dagli uomini.


Inquietudine silenziosa,

desolante attesa

in una assente presenza,

di mille ricordi

di un uomo infelice

indurito dal tempo;

risorge dal buio

di dolori sepolti

tra finti sorrisi

tra giovani rughe,

l'innocente sorriso

mi ha ridato la vita,

il gioioso vagito

ha spazzato le nebbie.