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Il vecchietto


I medici in prima linea te lo ripetono continuamente, anche quelli nelle retrovie, peraltro. Bisogna stare a casa, è l'unica cura, aggiungono poi. E certo che si sta a casa: fuori solo per pane, latte e giornali, perché sul cartaceo le notizie sembrano più vere, e poi l'edicolante vuoi lasciarlo solo? Fuori solo per passare sotto casa del parente novantenne, dieci pillole al giorno, per lasciargli le medicine, perché anche la badante peruviana non esce sennò prende il virus e magari ammazza il vecchietto, sebbene lei ne sembri immune: è giovane e si tiene su mangiando come un lupo, e siccome è in Italia da poco, vive ancora nel suo mondo lontano. La dottoressa di famiglia, non più tanto giovane ma ancora gagliarda, telefona al vegliardo (che è innamorato di lei ma non lo dice) ogni due giorni, l'ultima volta prescrivendogli un lassativo che lui, spaventato non tanto per il virus quanto perché se lo vedono anche solo alla finestra così vecchietto gli chiedono perché non si butta di sotto che tanto al mondo c'è già stato abbastanza, ha preso per un diuretico dicendo alla sorella che il diuretico già lo prende e perché allora due adesso? Mi raccomando, stai in casa! Ma a lui non c'è bisogno di ripeterlo, perché solo fra i suoi muri si sente protetto, dopo che la "sua" dottoressa gli ha raccomandato di non chiamare il 112 anche se dovesse sentirsi male. Lui non le ha chiesto il motivo di tale raccomandazione, avendone capito chiaramente il senso ultimo.