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Kovid-sutra


Nell'ultimo mese sono più che raddoppiate le multe nei confronti dei clienti delle prostitute. L'ultimo mese non è solo quello in cui le forze dell'ordine hanno ricominciato a perseguire la prostituzione di strada, ma anche quello in cui si sono allentate le misure anti-Covid e i clienti hanno potuto rimettersi in auto per cercare sesso a pagamento senza una borsa della spesa sul sedile posteriore, tanto per poter dire ai poliziotti che stavano andando a consegnare viveri a un parente invalido. Comunque la pensiate sull'argomento, è un segno di ritorno alla normalità, e se qualcuno sperava che il «ne usciremo migliori» significasse che grazie al lockdown gli uomini avrebbero riscoperto le gioie della monogamia e sarebbero diventati tutti casti e puri si sbagliava di grosso. La presenza ravvicinata delle mogli gli hanno fatto accantonare l'amante fissa - le amanti fisse, lo dice la parola stessa, sono fisse, brontolano ma sanno aspettare, ma appena è scattata la fase 2 sono tornati alle vecchie abitudini, anche se il coronavirus ha reso il sesso sicuro una faccenda molto più complicata. Non basta più il preservativo per proteggere la salute di cliente e prostituta, ci vogliono anche qui mascherina e distanziamento. E se la prima può essere stuzzicante, il secondo rischia di rendere il rapporto mercenario per persone più che abili. A risolverlo ci hanno pensato le pragmatiche ed efficienti prostitute tedesche, che hanno presentato un protocollo per la marchetta anti-Covid: igienizzazione di lenzuola e sex-toys, aerazione delle stanze per 15 minuti fra un cliente e l'altro, nonché vari suggerimenti per le posizioni erotiche meno rischiose, che sono tutte quelle che tengono lontani i visi dei due partner. Va detto che il cliente medio, già prima della pandemia, preferiva le posizioni che non prevedono il vis-à-vis; ma a pensarci bene anche le virtuose coppie più o meno consolidate potrebbero prendere due piccioni con una fava (senza doppi sensi), cioè spezzare la monotonia nell'alcova e sperimentare varianti più pepate con il pretesto di tutelarsi dal coronavirus. E chissà che qualcuno non scriva il Kovid-sutra.