Fenomenologia del leccaculo

10.03.2019

Quanti leccaculo ho incontrato nella mia vita... non me li ricordo neanche più. In politica, sul lavoro, nella letteratura... sono dappertutto. Ma chi è il leccaculo? Il leccaculo è un adulatore, e le parole che indicano gli adulatori sono tutti spregiativi e testimoniano il disprezzo verso chi fa lodi insincere verso il prossimo. Gli appellativi riservati ai lecchini sono un piccolo trattato di antropologia: descrivono come si comportano aiutandoci a riconoscerli, il che è utile, visto che oggi ce n'è una vera epidemia. La parola adulazione (che significa "volgere verso") evoca lo scodinzolare dei cani, una sorta di "lacchè", che era il domestico che seguiva a piedi la carrozza del padrone ed equivale a servo. Nella categoria dei laccaculo potremmo annoverare anche i "ruffiani", coloro che per denaro agevolavano gli amori altrui; ma sono ruffiani anche chi adula i potenti, sollecitandone la vanità per ottenerne i favori. Ruffiano deriva da "rufus", che significa "coi capelli rossi", infatti all'epoca romana si pensava che le prostitute avessero i capelli rossi.

In Spagna fare il leccaculo si traduce "hacer la pelota" (fare la palla) per riferirsi a chi passa la palla per compiacere qualcuno; ma attenzione, perché "pelota" significa anche puttana: il leccaculo, l'adulatore, è come una puttana, ti lusinga sperando di ottenere qualcosa. Vederlo in azione è rivoltante: passa sopra la propria dignità pur di ottenere qualche vantaggio (o di non pagare lo scotto della sincerità).

Dante Alighieri collocò gli adulatori (i leccaculo) nell'8° cerchio dell'Inferno. L'ottavo cerchio è il penultimo dell'Inferno: per Dante l'adulazione è la più grave di tutte le forme di violenza, omicidio compreso, ed è superata solo dal tradimento. Ecco perché la pena degli adulatori consisteva nello stare immersi nella cacca fino al collo: Quivi venimmo, e quindi giù nel fosso/vidi gente attuffata in uno sterco/che da li uman privadi [latrine] parea mosso.

I leccaculo sono anche più pericolosi degli stronzi, di cui vi parlavo qualche tempo fa, perché a differenza degli stronzi, gli adulatori si mimetizzano, camuffano la loro cattiveria con modi gentili e sinuosi. Arrivano ad umiliarsi e a violentare la verità pur di ottenere qualche vantaggio personale. Sono proprio questi modi insinceri a caratterizzarli, anche nei sensi. Ecco, proviamo ad analizzare i sensi come metafore del leccaculo. Per esempio "tatto" è evocato dai termini lisciare, carezzare. Lisciare denota l'appiattimento di un'asperità, rendendola più facile da trattare. Si accarezza l'ego di una persona con le parole, si solletica la vanità altrui, si dà una pacca sulla spalla. Oppure, da un altro punto di vista, gli adulatori sono persone untuose, usano parole alla vaselina che non provocano attriti ma ti lasciano sporco.

L'altro senso è la "vista": pensate al termine moina, parola che denota l'aspetto del volto, la faccetta amichevole dei ruffiani.

Il "gusto", perché quelle degli adulatori sono parole caramellose, zuccherate, melliflue, imburrate. E molti termini indicano il succhiare, il leccare: leccaculo, baciaculo, leccastivali. Tutte metafore che derivano dall'antica pratica cortigiana del bacio dell'anello o dei piedi (nella forma più bieca di servilismo). Ho fatto una piccola ricerca e ho visto che in inglese c'è l'espressione "brown nose" (naso marrone), che indica proprio i leccaculo incalliti, quelli che arrivano a sporcarsi il naso con un entusiasmo ossequioso, di solito senza neanche avere la consapevolezza di apparire odiosi. Infine "l'udito", la voce suadente, flautata degli adulatori è evocata dal verbo sviolinare.

Gli antichi Greci giudicavano l'adulazione una tecnica illecita perché sfrutta le debolezze umane, portando alla distruzione della convivenza civile. A loro, inventori della democrazia, non garbava l'idea che alcuni si considerassero superiori e che altri si abbassassero davanti ai loro simili. Ecco perché detestavano l'adulazione, la ritenevano una forma di autoumiliazione, qualcosa di radicalmente antidemocratico.

Dai Romani fino alla vanitosa società di oggi, la piaggeria ha sempre trionfato, soprattutto oggi: in una società governata dalla finanza, conta più la fedeltà ai superiori che la competenza; le critiche - sul lavoro, ma anche in politica - sono viste con fastidio, perché rischiano di mettere in discussione o di ostacolare uno spettacolo che invece "deve continuare". Ecco perché spesso ci comandano persone totalmente "organiche" al potere. Lecca e farai carriera.

Però è anche vero che un minimo di adulazione è inevitabile: è la cortesia, spesso ipocrita, della vita quotidiana, i complimenti sono uno dei collanti invisibili della società, perché tutti abbiamo bisogno di un po' di considerazione e di gentilezza, anche se fosse un po' finta. Insomma, il lecchino si nasconde dentro a ognuno di noi. Un consiglio per i giovani: se vi capitasse di fare i leccaculo per ottenere qualcosa, fatelo, ma sappiate scegliere il culo giusto, altrimenti perdete solo tempo e soprattutto la faccia.