Il prossimo cambio della guardia

Il loro arrivo assomiglia a una gioiosa invasione pacifica con la baldanza degli ormoni, del sole e il lusso di una vacanza che dura tutta l'estate. Verso le tre del pomeriggio occupano la spiaggia con palloni, borse, zainetti e il suono delle loro risate accompagnate da una profana litania di bestemmie. "Porco qui, porco là", la sfida a chi la spara più grossa scatena un freestyle blasfemo incalzante. Il fatto che ci siano persone a un metro da loro, bambini, nonne e mamme, non li tocca. La bestemmia diventa locuzione, la parola un intercalare.

Mio nonno non si esimeva dall'esplicitare disappunto con una bestemmia tra i denti, poi subentrava mia nonna a scandire il suo nome ammonendolo con dolente pazienza. Nonostante non sia mai stato un uomo di chiesa, la bestemmia rituale e costante sulla bocca di un ragazzino mi rimbomba all'orecchio come una nota stonata.

L'altro emisfero adolescenziale è una torcida di mini bikini che potrebbe servire da casting per un film di Tinto Brass. È un'overdose di natiche, di tutte le forme e taglie, la più grande non arriva a sedici anni.

Poco più in là un gruppo di ragazzi sui quindici anni parla di porno con consumata disinvoltura: «Cos'hai fatto ieri sera?», «Bah, quando sono arrivato a casa mi sono sparato qualche video porno», «Ah, sì anch'io. Tutte le sere, anche dieci», «Ah no, io dieci non ce la faccio. Sono troppo stanco», «Ma tu cosa guardi?», «A me piacciono quelli dei po***ni», «A me quelli col c***o grosso».

Poi ci sono quelli in stile "grunge": capello lungo, fisico asciutto, tatuati, fumano una sigaretta dopo l'altra. Le ragazze sono audaci, non hanno paura di niente e offrono il lato B con sprezzo del giudizio. E bevono. Bevono birre già calde perché sotto il sole fa tanto endurance.

Poi, con la speranza nel cuore (perché un po' ti rivedi in quella spavalderia di qualche decennio fa), li osservi mentre si preparano per andare via. Speri che dietro quei visi ancora brufolosi si nasconda non solo un'anima bella e dannata ma anche un po' "green". E invece no. Di loro restano sull'arenile solo i mozziconi e le bottiglie vuote della Ceres.

Sono i nostri giovani, il prossimo cambio della guardia, non sono giusti o sbagliati, né buoni o cattivi. Sono in parte il nostro riflesso, e quello che vediamo è la pagella di fine anno sulla nostra condotta.