Tipi da spiaggia

Quando riapriranno le nostre spiagge assisteremo a un fenomeno mai visto negli ultimi cinquant'anni: italiani fuori forma e bianchi come mozzarelle. Per questo motivo - e non per mantenere il distanziamento sociale - saranno in pochi ad accorrere sulla battigia: vedersi gambe e torace ancora color quarantena e per di più mollicce in un periodo che di solito le vede già tonicissime e color cuoio, potrebbe essere uno choc non indifferente.

In epoca pre-coronavirus il tipo da spiaggia, e soprattutto la tipa da spiaggia, esibivano già a maggio il risultato di un'abbronzatura iniziata a fine gennaio con le lampade solari negli istituti di bellezza. Quanto alla prova costume, nell'anno del lockdown, con palestre e centri estetici chiusi da mesi e cucine casalinghe trasformate in panifici e pasticcerie, è stato praticamente impossibile - se non si voleva essere braccati da un drone tipo Cary Grant in Intrigo internazionale - provvedere a farsi il fisico da spiaggia in tempo utile.

E così quando ci ripresenteremo fra gli sparuti ombrelloni superstiti saremo più pallidi e imperfetti che mai, con i peli incarniti a causa delle cerette artigianali e insalsicciati nei costumi dell'anno scorso perché i negozi sono chiusi da tempo. E poi manca l'entusiasmo e in molti casi, diciamolo, anche i soldi. Mai come quest'anno gli italiani assomiglieranno ai turisti dell'Est, che abbiamo sempre guardato con un pizzico di ilarità.

Considerato che di stranieri se ne vedranno per forza di cose pochini, la parte dei bagnanti slavati e cicciottelli costretti a spalmarsi la crema protezione 30 la faremo noi italiani. Pazienza. Anche perché la carnagione color ranocchio e i rotolini di grasso non sono l'inevitabile conseguenza dei nostri peccati di gola e accidia, bensì la prova visibile e tangibile della nostra disciplina e dell'assoluto rispetto del diktat «restate a casa». In una parola, del nostro senso di responsabilità.

Quindi, anziché mimetizzarli con autoabbronzante e pareo nascondi-tutto, dovremmo esibirli con orgoglio, come i segni lasciati dalle mascherine sui volti degli infermieri nella difesa della collettività dal coronavirus. Anzi, chi sfoggia addominali e colorito bronzeo può essere a buon diritto additato come nemico del popolo sofferente: andava a correre quando non si poteva? Faceva ginnastica nel parco, alla faccia delle raccomandazioni di Conte e Borrelli? Si concedeva uscite sulla spiaggia nascondendosi dietro alle dune al profilarsi di una divisa?

E se l'indiziato dirà di aver preso un po' di colore sul terrazzo di casa verrà guardato con scetticismo e diffidenza, e qualcuno magari dirà: «io questo lo conosco, ha un terrazzo di mezzo metro quadrato e per di più verso nord». Vuoi vedere che quest'anno saranno i magri e gli abbronzati a fare brutta figura sotto l'ombrellone?