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Le mascherine


Sono quelle che coprendo i nostri visi non svelano ciò che proviamo. Ormai se ne vedono di ogni genere, dagli scafandri da cantiere edile a quelle con valvola e doppio filtro che ormai costano come una borsa di Prada. E poi ci sono le mascherine autoprodotte, fatte con la carta da forno o il pannetto antipolvere: due elastici, due graffette e voilà, ecco pronta una mascherina riciclabile (si butta la carta e si tengono gli elastici) e personalizzabile a piacere. Chi ci disegna una bocca sexy, un sorriso, la scritta "andrà tutto bene". La vita è imprevedibile, ce l'ha appena dimostrato. Per anni abbiamo inveito contro i talebani che obbligavano le donne a circolare con il burqa, abbiamo imposto il viso scoperto negli uffici pubblici e nelle scuole per disincentivare gli integralisti islamici, e ora ci ritroviamo a girare tutti col viso coperto, uomini e donne, credenti e atei. Anzi, è più inappropriato entrare in un negozio scoperti dal mento in su che scoperti dalla vita in giù. Nell'Italia a. C. (avanti Coronavirus) la tendenza a isolarsi era vista come un allarmante sintomo di una patologia, e i ragazzi che vivevano tappati nella loro cameretta erano un cruccio per i genitori. Nel giro di una settimana questi ragazzi sono diventati l'esempio da seguire. In questo momento il vero cruccio per i genitori sono i figli socievoli, che non vogliono rinunciare all'aperitivo e alle serate con gli amici. Dal giorno alla notte gli indefessi frequentatori di palestre e i patiti della corsetta quotidiana sono passati da persone attente alla propria salute a pericolo per la salute altrui. I vituperati social, bersaglio preferito dagli opinionisti, ora sono l'unico modo per interagire con il mondo esterno. Il nostro mondo si è ribaltato in meno di un mese con un tipo di emergenza alla quale nessuno era preparato. Ma le epidemie, come le guerre, finiscono, e la fine di questo dramma non deve trovarci prostrati e depressi, perché un domani, si spera non troppo lontano, servirà energia per ricostruire le nostre vite. E il coraggio di tirar fuori un sorriso vale molto di più della mascherina con cui in questi giorni siamo costretti a coprirlo.