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Il "prossimo anno" è arrivato

Quante volte ci siamo lamentati delle feste? Delle corse nei negozi per acquistare i regali in cui se ne va tutta la tredicesima, dei saggi e delle recite natalizie dei figli, delle sfacchinate in cucina per preparare da mangiare a un mare di parenti, metà dei quali ci sta sui coglioni, delle trasferte nelle seconde case fredde di montagna, del dover uscire al freddo con il torrone ancora sullo stomaco per andare alla messa di mezzanotte, della stramaledetta sera di San Silvestro, quando siamo invitati a un veglione e promettiamo a noi stessi che il prossimo anno ce ne staremo a casa e andremo a letto alle dieci. Ecco, il "prossimo anno" è arrivato. Finalmente sono arrivate le feste che abbiamo sempre sognato: frugali, sparute, casalinghe, misantrope. I parenti li vedremo solo in videochiamata e non dovremo offrirgli nemmeno una fetta di panettone. La messa di Natale sarà anticipata all'ora dei Soliti Ignoti e sotto l'albero ci saranno pochi regali, il minimo sindacale, giusto per i familiari conviventi. Le seconde case in montagna resteranno fredde e vuote, e la sera di San Silvestro tutti in salotto ad aspettare mezzanotte davanti alla tivù guardando saltimbanchi in mascherina FFP2. Dovremmo essere tutti contenti e invece siamo tristi per dover vivere il Natale 2020 come avevamo sempre sognato. Speriamo che i Re magi, oltre a oro, incenso e mirra, ci portino il sospirato vaccino, grazie al quale le feste 2021 potranno tornare alla tradizione, ma se poi qualcuno ricomincia a lamentarsi...