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Movida


Avete mai sentito parlare di saturazione semantica? E' la ripetizione ossessiva di una parola fino alla perdita di senso, cioè quel fenomeno per cui un vocabolo pronunciato ripetutamente viene percepito come un accrocchio di suoni e niente più. Il nostro cervello dà significato a una parola solo legandola alle altre, mentre se la isoliamo ripetendola fino allo sfinimento lui non la capisce più, la sente e basta. A me la saturazione semantica sta succedendo con la parola "movida", termine riferito al viavai notturno dei giovani da un locale all'altro e accusato di riaprire le porte al contagio. Movida sì, movida no... a forza di sentirla ci dimentichiamo che a introdurla nel nostro vocabolario non è stato un ballo di gruppo in spiaggia, ma la gioia e la voglia di trasgressione dopo la caduta del regime franchista in Spagna. I giovani si erano impadroniti delle strade di Madrid e le riempivano di vitalità e di animazione, che è il significato letterale di "movida". Oltre ai balli, c'era l'alcool, la droga e il sesso, ma anche l'arte e nuove forme di comunicazione. Col tempo questa parola si è stemperata anche nel suo paese natale, ed è diventata sinonimo internazionale di baldoria. Ecco, questa saturazione semantica che impoverisce il significato storico di movida, mi dà un po' sui nervi, ma è solo la posizione di un povero ultrasessantenne nell'epoca in cui Bella ciao, la canzone della nostra gloriosa Resistenza, è diventata un meme globale. Eppure ci sarebbe un gran bisogno di movida nel senso originario, una ventata di allegro e creativo disordine giovanile, capace di spazzare via il grigiore e la tristezza che incombono sulle nostre città, e non solo per colpa del coronavirus. Gli assembramenti da un pub all'altro, di creativo e allegro hanno ben poco, come dimostra la rissa a colpi di sedie scoppiata giorni fa in un pub di Roma. Chissà, magari si prendevano a sediate per mantenere il distanziamento sociale anche durante la colluttazione. Speriamo non sia il primo esempio della nuova socialità post-pandemica, altrimenti dopo i danni da Covid-19 dovremo subire quelli da Movid-20.