Almeno per un giorno

13.05.2017 20:53

I papà hanno la loro festa il 19 marzo insieme a San Giuseppe, patrono dei lavoratori, mentre per la festa della mamma la data è variabile e nebulosa: prima era l’8 maggio, poi è stata spostata alla seconda domenica del mese e il santo come capita capita. Quest’anno cade il 14 maggio, giorno dei santi Felice e Fortunato, che come nomi sarebbero anche di buon augurio per le mamme se non si trattasse di due martiri torturati e decapitati. Ma questo abbinamento apparentemente casuale diventa un messaggio chiaro: la maternità è ancora considerata la massima fortuna e fonte di felicità per una donna, ma nella pratica, se non è proprio un martirio, è quantomeno una faticaccia, premiata con un’aureola di santità di cui le mamme farebbero volentieri a meno. Preferirebbero percepire i 3.045 euro mensili che secondo le statistiche sarebbe l’equo stipendio del lavoro materno, se fosse retribuito.

Le mamme vorrebbero almeno che il loro lavoro non fosse dato per scontato dallo Stato, dai mariti e dai figli, tutti convinti che le madri siano sempre a disposizione: se non hanno tempo lo trovano, se non hanno denaro lo cercano, se non hanno energie si impasticcano (a proposito, le donne consumano il doppio di psicofarmaci rispetto agli uomini).

Ma perché lamentarsi? In fondo basta la salute. E infatti nel giorno della Festa della Mamma fioriscono le iniziative benefiche in favore della lotta alle malattie femminili, le solite cose «compra un fiore e combatti il tumore». Meritorie, per carità, però come mai per la Festa del Papà non ci sono raccolte di fondi per le prostatiti e i tumori al testicolo? Oppure per i disturbi dell’umore, che possono trasformare un papà modello in un mostro spietato. No, la forza e l’indistruttibilità paterna non vanno mai messe in discussione, mentre le madri devono pensare alle sfighe anche nel giorno della loro festa. E allora, care mamme, domani festeggiate in compagnia e magari fatevi servire dai vostri figli. Almeno per un giorno. 

 

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