Altro che Paleolitico

22.12.2015 15:56

Sarà anche una scoperta scientifica sensazionale, ma dell’Homo Naledi, il nuovo ominide ritrovato in una grotta del Sudafrica, non se ne sentiva un gran bisogno. Di anelli mancanti fra l’uomo e lo scimpanzé, con un cervello sottosviluppato e un corpo bruttarello, se ne vedono in giro anche troppi e senza bisogno di lunghe e costose spedizioni.

Come scoperta che ci rimanda a una società primitiva e a un infimo livello di civiltà, fa molto più scalpore quella che ha permesso alla Guardia di Finanza di individuare un bambino cinese di otto anni impiegato come lavoratore in un'azienda di Varese, fornitrice di articoli di pelletteria per boutique alla moda.

Anche questo potremo considerarlo un ritrovamento eccezionale, dato che in Europa la specie Bimbus Operarius Sfructatus si riteneva estinta da più di un secolo. Ma forse la scienza era stata troppo drastica nel dare il suo responso. Se il Nucleo Paleoantropologico delle Fiamme Gialle promuoverà altre campagne di ricerca, sono certo che il piccolo reperto vivente rinvenuto a Varese non resterà un caso isolato. Ma torniamo all’Homo Naledi

La ricostruzione del volto ci mostra un’espressione imbronciata ed è un peccato, perché pare che uno degli aspetti più “moderni” dell’ominide sia la bella dentatura hollywoodiana, che invece di mostrarcela in un cordiale sorriso, il nostro homo la nasconde dietro una smorfia tipo Brunetta quando ascolta per più di due minuti i discorsi di Renzi. Per non parlare delle sopracciglia aggrottate, che evocano la tipica fronte bassa e sfuggente dei primati, ma anche quella di un normale cittadino alle prese con il modello 730, il che ci fa pensare che anche due milioni e mezzo di anni fa, in una natura incontaminata e in un pianeta dove non si conoscevano ancora la Tasi, l’Imu, il traffico e Bruno Vespa, l’umanità non fosse tanto più tranquilla e rilassata di oggi.

Un altro mistero al vaglio degli scienziati è il luogo del ritrovamento, una grotta stretta e profonda come un pozzo, dove la Naledi Family era stata collocata e che potrebbe essere il primo esempio di tomba di famiglia, ma le vicende europee sull’immigrazione potrebbero suggerire un’altra clamorosa interpretazione: la grotta – angusta, priva di servizi, invivibile – potrebbe essere stato un paleo-centro d’accoglienza per richiedenti asilo in Sudafrica. Gli uomini, le donne e i bambini di Naledi, piccolo avamposto di un’ondata migratoria del Paleolitico inferiore – proveniente magari proprio dall’allora inospitale Europa - era ancora parcheggiata lì in attesa che la burocrazia ne accertasse lo status. Viste le mutate condizioni economiche, a questo punto forse sperano che gli venga negato il titolo di rifugiati e di venire rimpatriati, magari in Germania.

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