Altro che vincente, è un professionista del fallimento

12.11.2016 15:47

Gli italiani di sinistra sono strani almeno quanto lo sono quelli di destra, innamorati cotti di un riccone palazzinaro e biscazziere che intende chiamare al Tesoro il boss della Jp Morgan e usa l'elicottero anche per andare dal salotto al bagno. Ma dobbiamo rassegnarci, perché la democrazia è come un pallone: rotondo, sfuggente, imprevedibile e facile alle traiettorie sghembe.

Mentre gli elettori di Hillary Clinton frequentano i gruppi di sostegno per l’elaborazione dello choc, proviamo a rispolverare la lezione di Pollyanna, la ragazzina che riusciva a trovare il lato positivo in ogni cosa; sicuramente ci avrebbe provato anche con Donald Trump e, altrettanto sicuramente, lui ci avrebbe provato con lei. Pollyanna sarebbe riuscita a trovare più di un buon motivo per apprezzare Trump anche da sinistra. Ad esempio è il primo pluridivorziato alla Casa Bianca, e così viene archiviata per sempre l'immagine della First Couple tradizionale e, almeno in apparenza, inossidabile, religiosamente messa in scena anche dai progressisti Clinton e Obama, un quadretto ammuffito di cui ne abbiamo piene le balle su entrambe le sponde dell'Atlantico.

Delle sue mogli, tre bionde stragnocche, due sono immigrate, che da uno che sbraita quegli slogan non te lo saresti mai aspettato. Certo, non vengono dal Messico ma dall'Est Europa, ma qui sta il bello: sia Ivana (la prima moglie), sia Melania (l'attuale first lady), sono cresciute sotto i regimi comunisti. Ce lo vedete un vero conservatore americano (tipo Ronald Reagan, per intenderci), che perde la testa per donne educate dall'impero del Male? Evidentemente Donald, sotto la scorza rutilante dell’ultraconservatore capitalista, prova un'attrazione fatale per falce e martello, il che getta una luce stuzzicante sul rapporto preferenziale con Putin: siamo sicuri che sia solo stima politica?

Un altro motivo è che Trump ha cinque figli. Se è vero che il 20% degli esseri umani (uno su cinque) è tendenzialmente gay, statisticamente uno dei suoi cinque rampolli indurrà in futuro il neo-presidente a rivedere le sue posizioni omofobe; non sarebbe la prima volta, come successe al vice di Bush - Dick Cheney - che diventò supporter delle nozze gay dopo il matrimonio di sua figlia con una donna.

Ora gli americani non possono più rinfacciarci di aver dato credito politico a un miliardario zozzone coi capelli assurdi che flirta con i fascisti, ma attenzione, Trump non ha legami con la mafia e, a differenza di Silvio, non è entrato in politica per salvare il suo impero. La bancarotta non gli ha mai fatto paura, dato che quattro delle sue aziende sono fallite. Altro che vincente, è un professionista del fallimento, sia di imprese che di matrimoni, ecco perché l'America dei perdenti si riconosce in lui. Sotto quel parrucchino stazzonato, quel fisico che non vede una palestra da almeno quarant’anni (probabilmente nell’orto biologico di Michelle ci farà pisciare i suoi cani), Donald-trash ha saputo intercettare il voto dei falliti, dei sovrappeso e dei barbieri emigrati negli Usa nel dopoguerra. 

Dimenticavo un'ultima nota: anche se travestito da odioso Gastone, Donald Trump rievoca nel nome un personaggio che tutti amano, il simpatico Donald Duck. Andiamo, fra Paperino e Nonna Papera, voi chi avreste votato?

 

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