Amori a tempo determinato

30.08.2014 10:21

In questi ultimi rantoli dell’estate, il tema «meglio il matrimonio o l'amore libero?» è stata la cover-story preferita dall’Espresso e Panorama, infilati nelle borse da spiaggia delle signore.

Questi servizi precotti e opportunamente corredati di foto di modelle in topless (Lorella Zanardo mi perdoni l'inconfessabile nostalgia per le copertine sexy dei newsmagazine Anni 80), mi fa pensare che l'evoluzione di Panorama ed Espresso dimostra che non basta bonificare tette e culi per diventare Time o Le Nouvel Observateur.

L’effetto serra che imperversa sul nostro pianeta fa sì che, come orsi e marmotte, gli argomenti frufrù non vadano mai in letargo. E così, mentre nell'aria volano le prime foglie gialle, ci ritroviamo sul Corriere della sera un'intervista a Erica Jong, altra presenza immancabile nella borsa da spiaggia delle mamme più inquiete, che leggevano i newsmagazine di cui sopra (i “tombeur de femme” della riviera sapevano che se sotto un ombrellone c'era Paura di volare o Come salvarsi la vita, si andava quasi a colpo sicuro).

I romanzi della Jong erano un inno al sesso adulterino sperimentale e liberatorio, la cui epitome era la famosa «scopata senza cerniera», definizione che suona bene ma logicamente resta oscura (prevede solo bottoni? O bisogna presentarsi già pronti all'uso con la patta aperta? Soluzione: è la scopata concitata in cui ci si spoglia di corsa, si buttano i vestiti dappertutto e le mutande dei partner finiscono sul pavimento nella tipica forma a brezel).

Dagli Anni 70 ad oggi, Erica sembra aver compiuto uno spettacolare giro di boa, perché oggi, felice alle soglie delle nozze d'argento con un signore che si chiama Ken, come il fidanzato di Barbie, inneggia al matrimonio monogamico. Anzi, ha in cantiere un romanzo in cui una moglie insoddisfatta passa da un giovane amante all'altro prima di capire che ama solo suo marito.

Sorprendente? Mica tanto, trattandosi di un'americana. Da quelle parti, dove i matrimoni si celebrano in quattro e quattr'otto in cappelle nuziali con le orecchie di Topolino e con officianti vestiti da Elvis, e si disfano altrettanto in fretta con avvocati a loro volta vestiti da Elvis, al «tu ed io per sempre» ci credono ancora, molto più di noi europei: se va male non è l'istituzione che non funziona, ma la persona, quindi basta cambiarla tipo auto. La stessa Erica Jong ha cambiato quattro mariti prima di trovare il modello giusto.

Ma come darle torto quando dice che dopo una certa età è meglio essere sposata con un uomo ben portante che ti adora con le tue rughe e i tuoi acciacchi e ti fa sentire protetta, piuttosto che spendere migliaia di euro al mese in manutenzione anti-age e cercare un toy-boy? Mica tutte possono essere promiscue impenitenti fino alla tomba.

Se sulla coppia il Corriere della sera suona le sue trombe (senza doppi sensi), Repubblica si attacca ad altre campane: il poliamore, l'ultima e caldissima frontiera nel rapporto uomo-donna, o meglio, uomo-donna-uomo-donna-donna-uomo ad libitum, trattandosi di più relazioni contemporanee fra partner informati e consenzienti.

Una volta si chiamava «coppia aperta» o «quasi spalancata», come chiosava l'indimenticabile Franca Rame, oppure «zoccolitudine etica» come più modestamente teorizza il sottoscritto.

Una zoccola etica è una donna che non ama in esclusiva e quindi ha molti compagni, d'amore e di letto, senza tradirne nessuno.

Ma anche qui, come nella monogamia, bisogna fare dei patti: niente pernottamenti e solo una volta a settimana, ed è meno facile di quel che sembra.

E si comincia a capire il vero motivo per cui si parla di questi argomenti alla vigilia del rientro autunnale. Non c'entra il clima. È che l'amore, monogamico o no, oggi non attiene più alla sfera intima, è una questione socio-economica-gestionale da affidare agli economisti.

In un mondo in cui tutto cambia, come si può scegliere una sola persona per tutta la vita? Possiamo avere due lavori, due macchine, due cellulari; perché non due amori? (Di converso, se hai due amori è meglio avere due cellulari, per confondere le tracce).

La monogamia, come il posto fisso a vita, è diventata obsoleta e anti-economica. Meglio gli amori atipici, a progetto, a tempo determinato, part-time, meno garantiti ma più stimolanti.

I tempi cambiano e chi crede di avere una piazza garantita per sempre nel letto matrimoniale in virtù di una fede al dito dovrà pensare, citando la Jong, a come salvarsi la vita.

Hai visto mai che, dopo la riforma della pubblica amministrazione, arrivi un provvedimento-Madia anche per migliorare l'efficienza dei matrimoni. In quel caso, i coniugi eroticamente assenteisti o poco produttivi o in eterno permesso sindacale rischieranno grosso.