Casa Trump

02.06.2017 10:19

Se fossi chiamato a scriverne la sceneggiatura, la chiamerei “Casa Trump”, una serie televisiva a puntate infinite. Se non fosse che ci va di mezzo tutta la popolazione americana che non può permettersi di comprare un loft di seimila metri quadri nel centro di Manhattan, seguire quello che succede a Washinton è un intrattenimento come lo erano le varie soap-opera con cui gli Stati Uniti ci hanno martellato negli Anni 80. Nell’amministrazione Trump, come nella lunghissima serie Dallas, spicca la presenza forte della famiglia, che Donald considera un clan. D’altronde la mamma del presidente era scozzese, popolo conosciuto per il buon whisky e appunto per i tanti clan, famiglie allargate unite da un senso di fierezza, di appartenenza e di identità. Nell’amministrazione Trump si possono trovare famigliari, amici di vecchia data, vicini di ombrellone, compagni di palestra con cui essere misogini negli spogliatoi e chi più ne ha più ne metta. Ogni tanto qualcuno è implicato in qualche scandalo e Trump lo licenzia mandando un tweet nevrastenico alle tre di notte.

Per esempio Ivanka Trump, la figlia del presidente, è stata indirettamente implicata in uno scandalo quasi ridicolo quando, all’inizio della presidenza del padre, il sito della sua linea di vestiti venne incluso nel sito ufficiale della Casa Bianca, generalmente non usato per fare pubblicità ai figli dei presidenti. Qualche mese dopo la consigliera di Trump fece pubblicità al business di Ivanka su Fox, creando scalpore tra chi crede ancora nell’importanza dell’impegno civico dei politici. Ivanka ha un ruolo non ufficiale ma comunque molto importante nell’amministrazione di suo padre: oltre a essere l’unica che riesce a convincere Donald ad ascoltarla e a seguire i suoi consigli, ha anche ottenuto un ufficio alla Casa Bianca e un portafoglio invidiabile alla maggior parte dei ministri europei. Prima di diventare a tutti gli effetti una politica, Ivanka ha lavorato nell’industria dei diamanti (si spera non insanguinati) e poi come stilista di moda e modella.

Il marito di Ivanka, Jared Kushner, è invece il senior-advisor del presidente, una delle cariche più importanti a Washington, perché le responsabilità sono enormi. Kushner viene soprannominato “Secretary of Everything” e fa parte della casta più alta del clan, quella degli intoccabili. E’ già stato implicato in alcuni scandali e pare che abbia incontrato almeno tre volte l’ambasciatore russo a Washington, quello a cui Trump ha detto dei segreti super top secret, e che cercasse di aprire una linea diretta con Putin facendosi amico il banchiere fedelissimo del leader russo. Pare anche che tutti questi incontri segreti e molto sospetti siano avvenuti durante la campagna elettorale del suocero.

Sono cose che, per chi da grande vuole fare il senior-advisor, non si fanno, non solo per una questione di etica, ma anche perché se viene fuori che il senior-advisor-genero di un presidente vuole avere un rapporto esclusivo con un leader di un Paese non amico, come per esempio Putin, poi è difficile spiegare che erano incontri innocenti, in cui si parlava di vacanze e di fidanzate. Infatti questa volta c’è di mezzo l’Fbi con le sue indagini, e non si scherza. Donald ha già messo le mani avanti e ha fatto sapere al popolo americano di non preoccuparsi perché suo genero «is doing a great job for this Country».

Nella prossima puntata di questa soap-opera scopriremo se Trump licenzierà il genero, di cui va molto fiero anche se ha rovinato i rapporti con la Germania e ha terrorizzato il povero Papa, che nelle foto sembra un cane bastonato. E se Kushner viene licenziato, Ivanka ammazzerà il padre in diretta tivù o mollerà il povero Kushner e si schiererà con il suo presidente-papà? Non perdetevi la prossima puntata.

 

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