Chi lascia la strada vecchia per la nuova...

14.09.2014 22:40

Anche se non avete mai letto I Malavoglia, nemmeno il surrogato del Bignami, fidatevi se vi dico che c'è un padron 'Ntoni dentro ognuno di noi.

Padron 'Ntoni è il patriarca della famiglia di pescatori siciliani protagonista del romanzo di Verga, anziano custode delle tradizioni secolari e infallibile cecchino armato di proverbi, che li spara contro chiunque non si comporti secondo i precetti dei suoi avi.

Appena un nipote prova a intraprendere qualcosa di nuovo, parte la raffica di adagi portasfiga - e difatti tutti i nipoti finiscono uno peggio dell'altro - il che fa di padron 'Ntoni uno dei più colossali menagrami della letteratura italiana. Possiamo dire che è l'anti-Gattopardo, per lui bisogna che tutto rimanga com'è perché tutto rimanga com'è, e uno dei suoi motti preferiti è: «Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova».

Motto che si addice perfettamente a Giovanni Floris, traslocato da Raitre a La7 e già in debito di audience con la sua striscia preserale di approfondimento; come ho già detto, siamo tutti come il vecchio dei Malavoglia: Floris non doveva cambiare, era meglio continuare con mamma Rai e il collaudatissimo Ballarò, altrimenti ecco cosa succede a chi non si accontenta. C’è da dire, per inciso, che i critici più spietati di Floris sono i medesimi che pochi mesi fa si lamentavano per la ripetitività del suo programma e lo invitavano a rinnovarsi.

Rinnovare qualcosa nella tivù generalista italiana è facile come far germogliare petunie in un deserto, e difatti Floris riproporrà a La7 la vecchia formula con Crozza e Pagnoncelli, con il pedestre titolo Dimartedì.

La Rai, anziché approfittare della fuga di Floris per sperimentare nuove formule, ha affidato Ballarò a uno dei suoi ospiti più affezionati, l'aitante cinquantenne Massimo Giannini.

La striscia quotidiana Diciannovequaranta (se questi due sono i migliori titoli partoriti da Giova figuriamoci quelli scartati) era il progetto che Floris accarezzava da tempo e a cui la Rai aveva detto di no; con tutti i suoi difetti, credo che rappresenti l'unica novità, una sorta di aperitivo serale confezionato da un grande chef per ingolosire l'audience attirandola verso il Tg di Mentana ai danni della concorrenza.

Ma purtroppo è un aperitivo servito all'ora sbagliata, quando il pubblico in grado di apprezzarlo è ancora in auto di ritorno dal lavoro o sta cercando senza successo un parcheggio sotto casa.

Chi a quell’ora è davanti alla televisione in genere ha una certa età e gusti semplici, preferendo i pacchi e le tombole alle interviste a Susanna Camusso.

Floris, al quale possiamo dire tutto tranne che non sia un esperto uomo di televisione, lo sapeva, eppure ci ha provato ugualmente. Può anche sentirsi un piccolo dio del talk-show politico e chiedere ingaggi da Pallone (gonfiato) d'Oro, ma per quanto vanitoso e tendente ad allargarsi come tutti quelli che conducono un programma di successo circondati da zoccoli duri di fedelissimi che ti seguono anche se gli stupri la madre, non poteva non sapere di rischiare qualcosina, però ha voluto rischiare ugualmente. Ma si sa che la temerarietà è uno dei pochi lati positivi della presunzione.

Anche per noi umili cristi del Laboratorio di Grenouille i numeri hanno una certa importanza, tanto che ogni giorno andiamo a consultare le statistiche dell’Azienda Webnode, cui siamo agganciati (una sorta di audience), per vedere quanti visitatori sono entrati nel sito, da quali regioni provengono, quante e quali pagine hanno visitato, quanto tempo si sono soffermati su ogni pagina, in quali fasce orarie della giornata c’è stato il maggior afflusso d’ingressi e tante altre cose interessanti che misurano l’indice di gradimento delle nostre attività, e ci stampiamo giornalmente il report affinché a fine anno possiamo presentare i numeri al nostro sponsor sperando che rinnovi il contratto pubblicitario e continui a finanziare le nostre iniziative, fermo restando che per noi non è questione di vita o di morte, avendo già tutti un lavoro; nel caso della televisione è un po’ diverso, in quanto tutti i rischi per un conduttore si misurano solo in punti di audience e il prestigio di quest’ultimo dipende totalmente da quei numeretti, che vogliono dire carriera, soldi e sponsor. È troppo presto per parlare di flop di Diciannovequaranta, anzi, sarà interessante osservare quali strategie escogiterà Floris per risollevare le sorti della sua striscia.

Ma a parità d’ipertrofia dell'ego e superstipendi, meglio l'azzardoso Floris di Santoro, che fa lo stesso programma da trent’anni e si avvia a diventare una sorta di Corrado o Mike Bongiorno del talk-show politico.

Il menù giornaliero servito da La7 per questa stagione televisiva consisterà quindi in un antipasto-Floris, seguito da una pietanza-Mentana e coronato dal dessert-Gruber, e per tre giorni alla settimana, dopo il dolce verrà servita un'altra abbondante portata chiacchierante con i talk-show di Formigli, dello stesso Floris e di Santoro, con Omnibus Notte come contorno, roba da saturare perfino i cecchini di Twitter che pattugliano tutti i salotti politici dell'etere per sparare battute e commenti.

Se Verga avesse ambientato il suo romanzo oggi, in piena epoca dei social network, padron 'Ntoni sarebbe stato sicuramente il re dei tweettaroli.