Ci vorrebbe un nuovo "Vaffa"

27.05.2017 16:47

Seguo con attenzione la politica italiana. Mio figlio, giornalista iscritto all’ordine, mi invia ogni giorno tre quotidiani completi (La Repubblica, Corriere della sera e Il Giornale) e una ricca rassegna stampa parlamentare. Leggo persino tutti i discorsi dei leader, dei semi-leader e di quelli che possono o pensano di diventarlo. Chi scrive articoli sulle formiche si occupa del formicaio e a volte studia formica per formica, io cerco di studiare questo mondo dall’alto e dal basso, come fenomeno e come persone. Se avessi un bambino piccolo, tuttavia, non saprei cosa trasmettergli di questa mole di lavoro quotidiano in cui ci sono anche libri, saggi e qualche romanzo. Non so che cosa trasmettergli perché probabilmente siamo entrati in uno di quei periodi della storia in cui questo pullulare di battaglie politiche di scarso valore e di “personaggetti” servirà solo agli storici del futuro o ai romanzieri che si applicheranno a questo tempo per spiegare in quale clima avvenne il grande rivolgimento che tutto ciò seppellirà. Non potrà che essere così. Sappiamo tutti cosa sta accadendo nel mondo: le speranze e le paure, la scienza e la fede, le nuove leadership al di sotto dell’epoca e gli eventi che superano tutte le previsioni su questa stessa epoca. Vista dall’Italia, prendendo gli ultimi giorni, che cosa ci resta? Ho trovato interessante solo un articolo che racconta la conferma fantastica del Salone del Libro di Torino, il fervore intellettuale che c’è in un Paese che tuttavia non legge. Qualche pagina indietro mi sono imbattuto nella battaglia quotidiana contro Matteo Renzi e sul dilemma drammatico se Salvini andrà con Berlusconi, sulla certezza del giovane direttore del Foglio che è un bene che sinistra e destra governino assieme, sull’immancabile Gotor che dall’alto del suo improbabile 3% vuole insegnare al mondo come si deve comportare per rispettare il dogma-Bersani. Tutta fuffa miserabile.

Eppure sarebbe tempo di “rivoluzione”, pacifica ma rivoluzione. In questo Paese tutte le energie mediatiche e parlamentari sono invece dedicate a togliere la pensione agli ex parlamentari e poco scandalo sull’ennesima buonuscita milionaria delle centinaia di buonuscite milionarie che una dopo l’altra depauperano le casse dello Stato. I ricchi se la cavano sempre. Ci sarà sempre un partito di cretini, in questo caso il Pd, che si guarderà bene dal mettere becco su queste ingiustizie, sulle vere diseguaglianze e sui veri detentori del potere. E la rabbia dei poveri non è rivolta verso i ricchi ma verso la finta casta, e questa rivolta è stata inventata e poi capeggiata da giornalisti le cui pensioni e liquidazioni stanno distruggendo l’ente previdenziale di riferimento. È solo un esempio per dire come la classe dirigente tutta intera, a differenza che in altre epoche storiche, non sta nel cuore del conflitto reale. Pensate a tutte le stagioni precedenti, pensate a tutte le divisioni precedenti, pensate a tutti i leader precedenti, nessuno era così lontano dalla realtà vera come l’attuale classe dirigente.

È per questo che spero che un giorno ci siano giovani ribelli che dicano basta con le stupidaggini di questi orribili anni, che dicano che la destra e la sinistra esistono, che le ideologie nutrite di cultura storica e di prospettiva scientifica sono una ricchezza, che immaginino una democrazia riempita di contenuti, cioè di partecipazione vera, che spingano i cuori oltre ogni ostacolo. Invece stiamo discutendo di pessime leggi elettorali, di un governo che non serve a nulla, di leader guasconi sia col 30% sia col 3%. Ci vorrebbe un nuovo “Vaffa”, perché quello di Grillo serve soltanto a salvare i privilegiati come lui, mentre quello del nuovo tempo deve ridare una possibilità a una battaglia pacifica per cambiare radicalmente le cose.

 

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