Ciao mamma guarda come mi diverto

08.04.2015 21:05

Vale sicuramente molto più di un passaggio nei talk show, dove ormai le poltrone hanno l'impronta del suo sedere dalle tante volte che c'è andato, il battibecco fra Jovanotti e Fedez, che gli procura una bella visibilità a costo zero e gli fa segnare un bel punto contro Renzi; e infatti Salvini ancora stenta a crederci.

Ma cosa è avvenuto? E’ avvenuto che uno dei big della canzone italiana si è rivolto a lui personalmente con un tweet. Solo una cosa può essere più gratificante: che un altro big gli replichi con un altro tweet e si accenda la polemica e ne parlino i giornali. Una cosa del genere Renzi se la può sognare.

Pensateci un attimo: ora come ora, quali cantanti si spenderebbero su Twitter pro o contro il premier? Toni Dallara? Paolo Mengoli? I Vianella?

A differenza che negli Usa, dove Beyoncé canta per Obama, da noi la vicinanza al governo è da sempre un veleno per gli artisti.

Il cantante deve emanare un romantico profumo di sovversione, di alternativa all'esistente, di idealismo immacolato dal sangue e dalla merda inevitabilmente schizzata dal potere. Cedono sì le loro canzoni a questo o quel partito ma senza entusiasmo e, con fredda degnazione, evitano di esprimere sostegno a chicchessia per non compromettersi.

Sono lontanissimi i tempi in cui «i compagni del partito/mi hanno fatto un altro invito/mi hanno detto che finisce male/se non vado pure io/al raduno generale della grande festa nazionale» (ma dov’è finito quel Bennato e soprattutto dov’è finito quel partito?).

Sarà per questo che anche gli esponenti della minoranza Pd, che si sentono più artisti che politici, ci tengono in ogni occasione a marcare la differenza con il Napoleone fiorentino.

Ma veniamo al tema dell’articolo. Inizia Jovanotti prendendo le distanze dall'antieuropeismo di Salvini, perché per lui l’orizzonte è la società mondiale, a lui piace l'Europa e la moneta unica, e crede che a questo mondo esista solo una grande chiesa che passa da Che Guevara e arriva fino a Madre Teresa, ma tutto questo non ci stava nei 140 caratteri di Twitter.

Salvini, ancora incredulo, risponde dichiarandosi fan di Lorenzo ma non del suo Minestrone Unico Mondiale, e il Gandhi del rap, che in Ragazzo fortunato confessava «all'inferno delle verità io mento col sorriso» si congratula con Salvini per la «forza della sua esposizione». Intendeva quella mediatica? Purtroppo no, intendeva quella delle sue idee, infatti sottolinea «è bene che le idee danzino come fans sotto il palco di un concerto». Insomma, un tenero idillio nonviolento alquanto insolito su un social in cui solitamente ci si prende a pesci in faccia.

Le idee hanno appena cominciato a danzare che arriva l’enfant terrible Fedez a sentenziare che per lui sono tutte stronzate. Da bravo grillino, non se la prende direttamente con il leghista ma azzanna il polpaccio di centrosinistra, cioè quello di Jovanotti, e dice: «Salvini è razzista e xenofobo, le sue idee forti sono forti ma danzarci anche no».

Jovanotti, che con l'età assomiglia sempre più a Shel Shapiro, risponde che il razzismo è «mostruosità e reato» ma sulle idee si può discutere.

Intanto su Twitter si è formato il solito capannello virtuale di perdigiorno più o meno sboccati, che si accaniscono su Fedez per il nobile motivo che è il meno paraculo dei tre. Intanto Salvini si gode la forte esposizione mediatica ottenuta a costo praticamente zero, canticchiando: «Ciao mamma guarda come mi diverto».

Potevano succedere certe cose nella Prima Repubblica? Cari amici della mia età, ve li immaginate Claudio Villa e Gianni Morandi che litigano su Saragat? Oppure Mina e la Vanoni divise su Berlinguer? Che io ricordi, nemmeno i cantautori impegnati si accapigliavano sui politici.

Salvini ha dieci anni meno di Jovanotti ma sedici più di Fedez, il che ne fa l'anello mancante fra politica e cialtroneria pop.

Dato che fra i tre quello che fa il mestiere meno utile alla società è lui, il leader della Lega, quello che c'è da chiedersi è come mai personaggi come Jovanotti e Fedez, che lavorano nel mondo della musica sfornando prodotti di qualità, perdano tempo con questi urlatori da quattro soldi.