E dopo l'Epifania arrivano le corna

06.01.2017 14:48

C’è chi a fine anno stila bilanci dei dodici mesi trascorsi e chi invece fa previsioni per quelli a venire. Quest’ultimo è ovviamente l’esercizio più difficile, una specialità da indovini, a meno di non potersi basare su dati statistici sicuri, ripetuti nel tempo e dunque confrontabili, come accade all’Istat, a Bankitalia, a Confindustria e, a quanto pare, anche a Gleeden, il sito di incontri extraconiugali per persone sposate e infedeli, che sembra siano moltissime. In pochi anni la società ha toccato i duecento milioni di euro di fatturato con un tasso di abbandono piuttosto basso e una vivacità di interazione che smentisce chi reputa il mondo occidentale affetto da cali del desiderio. Su un giornale ho letto un comunicato dell’ufficio stampa di Gleeden, che diceva di attendersi un boom di tradimenti il 9 gennaio, cioè il lunedì in cui ritornano al lavoro milioni di persone dopo due settimane di vacanze in famiglia. Lo faceva basandosi sui dati del 2016 che suonano piuttosto clamorosi: lo scorso anno, il sito dedicato all’infedeltà registrò un picco di iscrizioni pari a +320%. La tendenza, dice Gleeden, si è mantenuta altissima per tutto il mese di gennaio, portando la community da 2,8 milioni di infedeli del dicembre 2015 a quasi 3 milioni del gennaio 2016, che personalmente ho tradotto in questo modo: mangiamo le ultime briciole di panettone, ingurgitiamo le ultime lenticchie portafortuna, e dopo l’Epifania (che tutte le feste porta via) arrivano le corna.

Anno nuovo amante nuova, e in effetti potrebbe essere una valida medicina per il cuore, sempre che non si esageri e la si usi leggendo attentamente le avvertenze. Eppure, al di là dei dati di Gleeden, non ci sono dubbi che due settimane di vicinanza coatta di coppia, per chi è abituato a una vita fitta di relazioni, rischino di trasformarsi in un sacrificio e di far emergere tensioni che la lontananza quotidiana allenta e permette di tenere sotto controllo. Se le iscrizioni ai siti di appuntamenti extraconiugali sono difficilmente verificabili, non ci sono dubbi che le separazioni aumentino alla fine delle vacanze estive e in generale dopo lunghi periodi di vicinanza forzata e santificata. Se il matrimonio è la tomba dell’amore, come dice un adagio fin troppo abusato, non ci sono dubbi che le vacanze gli assestino spesso il colpo di grazia. Siamo animali socievoli, da parecchi millenni inquadrati nella monogamia come schema sovrano di ordine sociale, ma non al punto di anelare alla coabitazione forzata e alla condivisione di ogni momento della giornata, e me ne sono accorto quando, in uno degli ultimi giorni dell'anno, seduto in un caffè della mia città, ho osservato le coppie attorno a me: immerse ciascuna nello schermo del proprio cellulare, perfettamente silenti se non per scambiarsi quelle quattro parole di mera cortesia attorno al tè da versare o al biscottino da assaggiare. Lo schermo rappresentava la loro via di fuga. In quel momento mi è tornato in mente un libro sulla coppia che ho letto qualche anno fa e che dovrei avere in qualche angolo della mia biblioteca, che diceva: «Lo vedi subito quando sono sposati da tempo. Riescono a non parlarsi per tutta la durata del pasto». Ma naturalmente non tutte le coppie sono così e nulla fa più tenerezza di due settantenni che passeggiano tenendosi per mano, ma dopo venti o trent’anni in comune, quindici giorni a stretto contatto possono rivelarsi un calvario. Fra i tanti consigli che le riviste offrono prima delle feste natalizie, non ce n’è uno che riguardi le coppie conviventi. Si spendono miliardi di parole, perfino sceneggiature, sui “parenti serpenti”, fiumi di inchiostro sui mille modi per conquistare la futura suocera, rotoli di papiro sui regali alla cognata e neanche una riga per suggerire alle coppie come gestire se stesse. Stai a vedere che anche loro pensano che la migliore soluzione sia quella di iscriversi a Gleeden.

 

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