Fidatevi, con i morti non posso far danni

18.02.2016 17:47

Dei tre modi che ha oggi un giovane per diventare famoso - essere protagonista di un atroce fatto di cronaca nera, partecipare a un reality, creare una start up - a Raffaele Sollecito, l’ex fidanzatino di Amanda Knox, ne restavano due, e fortunatamente ha scelto la start up. La sua nuova impresa si chiama BeOnMemories ed è dedicata alle onoranze dei defunti attraverso una piattaforma digitale, dalla scelta della bara all'acquisto dei fiori online al ricordo dell'estinto in Rete alla geo-localizzazione del tumulo. Praticamente una gestione «dalla tomba alla tomba», per così dire, visto che qui di culle non si può proprio parlare.

Il cattivo gusto che promana questa impresa, ha fatto sospettare che l'obiettivo di Sollecito sia solo quello di procacciarsi un po’ di pubblicità mediatica, soprattutto perché BeOnMemories è stata addirittura presentata a Sanremo, la città dei fiori, alla vigilia del Festival, dove Raffaele Sollecito ha sicuramente tratto vantaggio dall'equivoco fra il suo nome di battesimo e il cognome della brava conduttrice Virginia. Ma se osserviamo il tutto con uno sguardo un po’ più attento, scopriamo che non c'è cornice più appropriata per presentare un'azienda nata per commemorare i defunti sui social media. Infatti è da anni che su Sanremo spira un odore dolciastro da camera ardente, che quest’anno ha raggiunto punte imbarazzanti.

«Where are all the flowers gone?», dove sono finiti tutti i fiori? si domandava Pete Seeger in quella splendida canzone contro la guerra e forse anche contro i festival. I fiori li hanno colti tutti i fiorai di Sanremo per decorare il palco dell'Ariston, che ormai è diventata la Redipuglia dei caduti della canzone italiana. E i pochi fiori che avanzavano li ha presi Raffaele Sollecito per la sua start up, un progetto sponsorizzato addirittura dalla Regione Puglia con settantamila euro, alla faccia dei soldi che mancano alla sanità.

Forse il governatore Michele Emiliano, che sicuramente ha letto il libro di Sollecito Un passo fuori dalla notte, ha voluto impedire che il fidanzatino di Perugia ci ricaschi (nel senso che ne scriva un altro). Il giovane, che oggi risiede a Bisceglie insieme alla famiglia, ha scelto di rifarsi una vita occupandosi dei morti. Anzi, ha inventato la figura del dead-sitter, perché se è vero che i magistrati possono assolvere in via definitiva, i pregiudizi hanno tempi molto più lunghi della giustizia italiana, e credo che pochi avrebbero ingaggiato Raffaele Sollecito come baby-sitter, dog-sitter o sitter in genere di creature viventi. Se dovessi consigliare un motto per la sua start up, scriverei: «Fidatevi, con i morti non posso far danni».

Si capisce chiaramente che il ragazzo ha frequentato a lungo una persona originaria di un Paese anglosassone, dove si affronta la morte e i funerali in maniera molto più aperta e laica, senza superstizioni e scaramanzie, dove occuparsi dei propri estinti e del loro ricordo è un'incombenza come un'altra, nel senso che se si può alleggerire e organizzare meglio, a vantaggio dell'efficienza e del decoro, è meglio per tutti, vivi e morti. Auguriamogli dunque buona fortuna: se la sua start up decollerà, forse il prossimo anno sarà Raffaele Sollecito a curare l'apparato floreale del Festival di Sanremo, e ce ne accorgeremo senz’altro, perché sarà molto meno funereo del solito.

© Riproduzione riservata