Ho visto una farfalla volare

28.02.2017 10:16

Se fossi un tuo amico non so se soffrirei di più per non esserti potuto stare accanto fino all’ultimo anelito della tua vita, o per questo Stato che non me lo avrebbe permesso. Caro Dj Fabo, hai scelto di chiudere la tua vita in un Paese non tuo, in una fredda stanza d’ospedale, sterile, senza i profumi della tua infanzia, senza le parole di chi ti ha accompagnato nella tua vita e ti ha dovuto lasciare da solo per andare ad abbracciare la morte. Non so se soffrirei di più per questo Stato che dice di avere la più bella Costituzione del mondo, oppure per la sua negligenza nel non voler applicare uno dei suoi articoli più importanti, quello che recita: «La libertà personale è inviolabile».

Caro Fabo, la tua libertà è stata soppressa da un Paese che accetta supinamente l’etica pedofila di una Chiesa che non ammette i suoi reati ma che è sempre pronta ad additare i peccati senza guardare le loro vesti imbrattate di innocenze perdute. Se fossi stato un tuo amico, vedendoti in un corpo non tuo, imprigionato nei tuoi ricordi, ti avrei voluto seguire nella tua ultima decisione. La tua morte è stato un inno alla vita, all’amore, alla libertà, perché l’amore è più grande dell’egoismo, è più grande del ritornare a casa e vederti interpretare quella vita che non ti apparteneva. Eri immerso in una notte senza fine, in una vita che ti ha visto emigrare per far rispettare la tua dignità.

Se fossi stato un tuo amico, quando dicevi che volevi morire senza soffrire, avrei fatto di tutto per accontentarti, ti avrei aiutato in tutte le maniere, ma in Italia le leggi le fanno gli obiettori di coscienza, invece di persone che hanno coscienza. Se fossi stato un tuo amico, mentre urlavi i tuoi appelli disperati verso un governo che lascia suicidare i precari e fa finta di niente, mentre il tuo appello sul testamento biologico restava inascoltato nelle tenebre di notti senza fine, avrei voluto guardare in faccia questi responsabili della nostra esistenza, per farli vivere nei tuoi occhi che hanno cercato fino alla fine di vedere il sole. Le persone che soffrono non rientrano nei programmi di questo Stato, che non garantisce le scelte di uomini che vogliono esercitare la loro libertà.

Il tuo viaggio è stato il calvario di un Cristo appeso alla sua croce nell’interminabile salita verso il Golgota. Dopo aver pagato la tua vita, hai dovuto pagare anche la tua morte. Se fossi stato un tuo amico, adesso sarei orgoglioso di te, del tuo coraggio, della tua lotta, del tuo amore. Io non sono stato un tuo amico ma sono un padre, e questo, per me, è un inno di liberazione, perché so che tuo padre e tutti quelli che ti hanno amato, non soffriranno più per il tuo dolore, per lo strazio in cui hai dovuto vivere. Grazie Fabo, ieri ho imparato un po’ di più ad esistere. Grazie di essere venuto al mondo. Ieri ho visto una farfalla volare. 

 

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