Il Circo Barnum

03.02.2015 21:52

Tutto è bene quel che finisce bene. Abbiamo un nuovo Presidente della Repubblica. Alla quarta votazione è stato eletto Sergio Mattarella con una grande maggioranza, contraddicendo molte delle ipotesi che avevano preceduto la votazione finale.

Come al solito i media, aiutati da alcuni politici che considerano l’elezione del capo dello Stato alla stregua di un gioco, hanno trasformato una cosa seria in un grande show.

Sono state via via candidate non so quante decine di persone tra magistrati, gente di spettacolo, architetti, direttori d’orchestra e chi più ne ha più ne metta.

Una sorta di Circo Barnum sviluppatosi su uno dei passaggi che dovrebbe essere tra i più seri della vita politica di un Paese.

Alla fine è stato eletto un politico (di lungo corso) che la stragrande maggioranza dei politici (e non solo) considera un galantuomo.

Però c’è un aspetto che mi ha sorpreso non poco, ed è quello che da un’indagine fatta subito dopo l’elezione di Mattarella è emerso che la maggioranza degli intervistati non sapeva chi fosse il nostro nuovo presidente.

Se fosse stato eletto Giancarlo Magalli, Renzo Piano, Vittorio Feltri o Riccardo Muti, solo per citare alcuni dei nomi “non politici” circolati in precedenza, immagino che tutti avrebbero dato una risposta positiva.

Mattarella invece è risultato “sconosciuto”. Poco importa che, in epoche diverse, sia stato ministro della Difesa, vicepresidente del Consiglio dei Ministri, ministro della Pubblica Istruzione e ministro per i Rapporti con il Parlamento, che abbia riformato il sistema elettorale della Camera e del Senato (il famoso Mattarellum), che sia giudice della Corte Costituzionale e che il fratello sia stato vittima della mafia.

La chiave di lettura, probabilmente, è che pur parlando di una persona “non conosciuta”, la discussione si basava sul fatto se il nuovo presidente poteva essere un nome proposto da Renzi o da Berlusconi, con gli italiani che tifavano quindi per uno schieramento o per l’altro senza preoccuparsi minimamente del profilo della persona che per sette anni sarà il garante della nostra Costituzione.

Anche molti di voi penseranno che tanto sono tutti uguali, doveva comunque essere rottamato per via dell’età (come se la capacità di una persona sia inversamente proporzionale alla sua età), eccetera eccetera.

Un’esasperata forma di populismo fa sì che qualunque passaggio istituzionale venga considerato alla stregua di una perdita di tempo o comunque di un fatto che non ci riguarda.

Comunque l’elezione ormai è avvenuta e ancora per qualche giorno, anziché approfondire la conoscenza dell’uomo Mattarella, si continuerà a disquisire se ha vinto Renzi o Berlusconi, aspettando la prossima opportunità per cui si potrà tifare per l’uno o per l’altro.

Gran parte degli italiani sono fatti così e i media in questi frangenti aiutano molto, soprattutto perché nei prossimi giorni dovranno far sì che la gente si occupi di altre cose.

Sta iniziando L’Isola dei famosi e la prossima settimana inizierà anche il Festival di Sanremo. L’attenzione della maggioranza dell’opinione pubblica sarà quindi concentrata su questi due eventi molto più sentiti dell’elezione del Presidente della Repubblica. L’Isola dei famosi avrebbe già dovuto essere in onda, ma per le avverse condizioni metereologiche la produzione ha dovuto rimandare di qualche giorno.

Per queste ragioni la prima puntata è durata poco più di mezz'ora, giusto il tempo di accumulare oltre sei milioni di spettatori, cifre che la dicono molto lunga sulla voglia degli italiani di vedere Alessia Marcuzzi e i suoi concorrenti cimentarsi nelle prove di questo reality, che poi ciò che c’è di reale in questo genere di trasmissioni Dio solo lo sa.

Ma forse è proprio per questo che hanno successo, perché consentono a molti di sognare qualcosa che non potranno mai fare nella vita vera. Non riesco nemmeno a immaginare il salto di qualità che potrebbe fare il nostro Paese se un giorno la politica potesse avere sull’opinione pubblica lo stesso appeal di queste trasmissioni.

Ancora qualche giorno e partirà anche il Festival di Sanremo, e anche quest’anno si consumerà lo stesso identico mistero, nessuno dirà di averlo guardato ma poi l’auditel certificherà che decine di milioni di persone si sono sintonizzate sulla trasmissione.

Poco importa che negli ultimi anni all’interno di questo evento le canzoni contino sempre meno e alcuni vincitori vengono ricordati giusto il tempo della competizione. Quel che conta sono gli ascolti e qualunque iniziativa utile per aumentarli.

Se è vero che conoscere i vincitori de L’Isola dei famosi e del Festival di Sanremo interessa molto più del profilo dell'uomo che garantirà l’applicazione della nostra Costituzione, non mi meraviglierei se tra sette anni nel Circo Barnum ci saranno anche i nomi di Alessia Marcuzzi e Carlo Conti come candidati alla successione di Sergio Mattarella.