Il potere di pensare

19.12.2016 17:59

Bisognava arrivare all’arresto del braccio destro della Raggi per capire che “purezza” e “verginità” sono concetti privi di senso? Ogni istituzione che si rispetti ha un mito fondante che negli anni può diventare un monolite che assidera la capacità di pensiero. Il mito fondante del Movimento 5 stelle è la purezza e l’incontaminazione, infatti se ci fate caso Grillo nomina spesso gli escrementi nel suo blog, questo perché alla purezza si deve opporre lo sporco che c’è fuori. Freud ci andrebbe a nozze con queste cose. Il mito fondante del movimento è che noi siamo puliti, gli altri sporchi come escrementi. Ovviamente questo tipo di pensiero è a dir poco fanciullesco. Avete presente gli ossessivi compulsivi che devono lavarsi le mani più di venti volte al giorno? Nessuno sarà mai completamente pulito o completamente onesto. La purezza e l’incontaminazione da valori si trasformano molto spesso in ossessioni, giustizialismo e voglia di gogna. La realtà ci dice che ogni essere umano è fatto di luci e ombre, e il potere è per se stesso un territorio minato e pieno di sporcizia.

Ora nel movimento si attivano meccanismi di difesa tipici della nevrosi: Marra era un elemento estraneo e la Raggi, ingenua, si era fidata di lui. Molti ci crederanno perché credere a questo punto è l’unica via di salvezza. Ma è una via di salvezza e un meccanismo di difesa nevrotico. Il principio di realtà invece ci dice che anche il movimento è fatto di esseri umani che vogliono scalarlo e che amano il potere. Non bisogna rassegnarsi a questo ma neppure far finta di essere il popolo eletto, puro e vergine.

Il Pd, per tutta risposta, ha riproposto un’assemblea con i coltelli, in cui Giachetti ha insultato Speranza dicendogli: «Hai la faccia come il culo». Renzi se la prende con le bufale sul web senza rendersi conto che lui stesso cercava di propinare agli italiani una narrazione mendace, di ristoranti pieni e di ripresa economica, quando nel frattempo i giovani e la popolazione vivevano l’esatto opposto. Ora io mi chiedo come possa il leader di un partito dare più importanza al mondo virtuale rispetto a quello reale. Anche in questo caso non c’è la benché minima presa di coscienza e si attribuisce al web, alla narrazione, alla comunicazione o alla propaganda altrui, ogni colpa per la sconfitta. Nel mezzo ci sono le persone normali, sempre più tentate dall’estrema destra populista. Dopo il Referendum Renzi scrisse che in Italia aveva vinto la voglia di distruzione. Dissento totalmente, perché chi ha votato «No» al referendum lo ha fatto unicamente per non distruggere l’unica cosa che in questo momento dà sicurezza: le regole condivise.

Mentre il Pd non è affatto sulla buona strada nel capire le ragioni di un grande fallimento, il Movimento 5 stelle non è in grado di selezionare persone all’altezza e rischia di essere sconfitto dagli stessi forcaioli che ha aizzato, mentre alle porte ci sono Meloni e Salvini. Ho sempre sostenuto che in politica (almeno quella seria) non c’è posto per i tifosi, perché il tifo deriva dalla febbre tifoide, che è una malattia. C’è una soluzione? Sì, qualunque sia il vostro partito, fermatevi a riflettere, anche se avete proiettato nei vostri leader la salvezza, fate lo sforzo di fermarvi e capire, perché ogni essere umano ha un potere che nessuno gli toglierà mai: quello di pensare. 

 

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