Il vecchio noleggio della videocassetta

07.04.2017 15:42

C’è una grande “irrisoluzione” che pesa sulla irresistibile ascesa al potere del Movimento 5 Stelle. Una irrisoluzione che Davide Casaleggio, nel suo non irresistibile esordio televisivo dalla Gruber, non ha potuto che confermare laconicamente, per altro in modo non del tutto convincente. L’irrisoluzione si chiama Genova, ovvero l’intervento a gamba tesa con cui Beppe Grillo ha cancellato l’esito delle comunarie che avevano indicato Marika Cassimatis candidato sindaco dei pentastellati. Una vicenda destinata a finire in tribunale con tanto di accuse, veleni e polemiche.

Casaleggio junior sembra ignorare il paradosso che la sua intervista enfatizza. Da un lato infatti si lancia nello sperticato elogio della democrazia diretta, pubblicizzando la piattaforma Rousseau, sua creatura, come il sostituto digitale dell’antica Agorà. Dall’altro, rivendicando il diritto di Grillo ad avere l’ultima parola su concessione del simbolo e liste, legittimando il suo ruolo di commissario politico decisore di ultima istanza.

La cosa che colpisce è che a più di un mese di distanza dalla clamorosa sconfessione, nulla ancora si sa sui veri motivi che hanno spinto l’ex comico al brutale colpo di spugna. Si parla genericamente di molti esponenti di quella lista che hanno ripetutamente e continuativamente danneggiato l'immagine del Movimento 5 Stelle. D’accordo, ma chi e come lo hanno fatto? Silenzio. Buio fitto.

Se è vero che è inutile chiedere conto a un padrone del perché della sua gestione padronale, e ciò spiega perché Casaleggio trova del tutto naturale il diritto di veto del capo politico del movimento, l’episodio di Genova, nonostante il tentativo di frettolosa rimozione, resta un vulnus destinato a minare tutto l’impianto su cui poggia l’ideologia grillina.

Non ci può essere democrazia diretta se tutti gli animali sono uguali ma uno è più uguale degli altri. Casaleggio ha tirato in ballo Netflix per definire la modernità del movimento, mentre le altre forze politiche sono ferme a Blockbuster. Personalmente credo che le modalità del ribaltone di Genova, più che alla tivù on demand, sembra ricordare il vecchio noleggio della videocassetta.

 

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