Italy in three days

30.09.2014 22:01

Lo scorso weekend ero in montagna con mia moglie e avevo letto che su Raitre davano «Italy in a day», il film realizzato da Gabriele Salvatores assemblando 44 mila video, tutti girati dagli italiani nella giornata di sabato 26 ottobre 2013.

Un po’ incuriositi da questo esperimento, abbiamo deciso di abbandonarci sul divano per gustarci il film.

Salvatores ci ha offerto uno spaccato del Paese come una summa di format televisivi: un po’ Grande Fratello, un po’ Chi l’ha visto, un po’ Paperissima e un po’ talk show.

Moltissime scene di vita privata - risvegli al mattino, nascite, anziani accuditi, giovani perplessi, adulti stropicciati - in una piccola lezione di cinema, dove Salvatores dimostra come una colonna sonora ben scelta e un montaggio ben costruito possano trasformare un pulviscolo di video frattaglie scollegate in una poltiglia bevibile.

Ma facciamo un salto e arriviamo a oggi - martedì 30 settembre 2014 - rimescolando nel frullatore gli ultimi tre giorni per avere uno spaccato dell’Italia.

Lasciate anche a me la possibilità di fare un esperimento e provare a scrivere «Italy in three days».

Il mio «Italy in three days» non inizia con un italiano ma con un americano, George Clooney, che ha preso in ostaggio un’intera nazione con le sue nozze glamourosissime nella laguna veneziana. E va bene che la wonderful couple viene già data come futura inquilina della Casa Bianca in veste di Kennedy del ventunesimo secolo, ma l’effetto incantesimo direi che è stato fin troppo eccessivo, tanto da far pensare non all’unione tra due esseri umani ma tra antiche divinità dell’Olimpo.

Se il matrimonio di Clooney sarà ricordato soprattutto per la meravigliosa cornice veneziana (dubito che la presenza di Veltroni lascerà qualche segno), la vera creatività italiana la ritroviamo nel fatto di aver battezzato “Protocollo Farfalla” l’accordo tra servizi segreti e i mafiosi detenuti al 41-bis per ottenere informazioni in cambio di denaro. Il documento è all’esame della Procura di Palermo e il suo nome così leggiadro fa pensare alla nota teoria del caos opportunamente modificata: «Può il batter d'ali di una farfalla a Palermo provocare un tornado a Roma?». Sembra di sì.

Nello stretto giro del weekend il tornado arriva da Diego Della Valle, lo scarparo furioso che non si fida più di nessuno e propone di sostituirsi ai politici inconsistenti scelti dal parolaio Renzi, per prendere in mano lui stesso la guida del Paese e rimetterlo in marcia con le scarpe giuste. Una tentazione che risale alla notte dei tempi, perché già i latini usavano il motto «sutor ne ultra crepidam» (calzolaio non andare oltre le scarpe) per consigliare agli uomini di non spingersi oltre i confini delle proprie competenze.

Nel mio «Italy in three days» c’è pure il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che dopo aver assaggiato il frutto proibito del potere, oppone un secco «me ne fotto» alla sentenza della magistratura, che lo condanna per abuso d’ufficio e in base alla legge Severino dovrebbe dimettersi da sindaco. «Why?» chiede lui, e subito dopo si risponde «never», non me ne andrò affatto.

A ridosso dei titoli di coda non poteva mancare un premier caricatissimo, che appena rientrato dagli Stati Uniti si è precipitato nello studio di Fabio Fazio per dilagare con la sua incessante propaganda anti gufi e anti mummie del sindacato e della sinistra polverosa e stantia, quella che si tiene aggrappata al totem dell’articolo 18 senza capire che gli imprenditori sono brave persone e non sfruttatori del lavoro dall’epoca della rivoluzione industriale. Anche perché di industria ne rimane pochina e quella che avevamo se n’è andata in America. Ma lui, Matteo, la preferisce così e preferisce, alla domanda di Fazio, non intervenire affatto nelle vicende della Rai, evitando ogni interferenza politica su uomini e palinsesti. A patto che la Rai continui a invitarlo in tv una sera sì e l’altra pure.

Il mio «Italy in three days» termina qui, tre giorni di Italia gettati nel frullatore per ottenere una bevanda dal colore grigio e dal gusto amaro. Forse sarà bevibile ma sorseggiatela lentamente e soprattutto tenetevi a portata di bagno.