La più grande, stratosferica, spudorata Inc.Cool 8

12.12.2015 16:23

Se da tempo si chiede una legge che vieti le sale-gioco e i punti-scommessa a meno di trecento metri dalle scuole, sarebbe il caso di chiedere un’altra legge che vieti la presenza di sportelli bancari nei pressi di bocciofile, centri-anziani e altri luoghi di ritrovo per la terza età.

Ormai è diventata un'emergenza sociale, più diffusa e più insidiosa del vizio del gioco, perché infilare soldi in una macchinetta con figure di tettone in bikini e gestita da tizi dall'aria patibolare è una cosa pericolosa, mentre infilarli in un'obbligazione proposta da un tizio in giacca e cravatta pare ancora una scelta previdente e sensata. E infatti le maggiori vittime del “decreto salva banche” sono persone anziane, come i tanti pensionati clienti di Banca Etruria e delle varie Carivattelappesca. Se i nonnetti avessero saputo che investire in quelle obbligazioni era l'equivalente (meno divertente) di una scorribanda al Casinò di Montecarlo, almeno se la sarebbero vissuta col fatalismo mondano dei viveur, o con un fosco nichilismo alla Dostoevskij, e ora avrebbero meno l'impressione di aver preso la più grande, stratosferica, spudorata Inc.Cool 8 (per dirla alla Crozza) della loro vita. Probabilmente anche della vita dei loro figli e nipoti, visto che in molti casi quegli investimenti avrebbero dovuto mettere al riparo la discendenza. Per questo è importante tenere lontani il più possibile i ragazzi da quelle sale-gioco sotto mentite spoglie chiamate banche o, con tragica ironia, casse di risparmio, nel senso che, come le casse da morto, dopo trent’anni i tuoi risparmi diventano cenere.

Il problema è che in queste sale-gioco ti ci mandano proprio mamma e papà, versandoti la paghetta elettronica sul tuo bel conticino under-18, con la carticella di credito prepagata, tenendoti per le manine mentre fai i tuoi «primi passi nel mondo del risparmio», come recita la pubblicità di uno di questi prodotti. Oggi come oggi non si sa se siano più irresponsabili i bravi genitori che educano in tenera età i ragazzini al risparmio bancario o quelli che vanno a rovinarsi sulle slot, ma almeno i figli li lasciano a casa.

Eticamente è ancora peggio se i figli decidono da grandi di lavorare in banca e di passare la vita a negare mutui a giovani che fanno tre lavori malpagati e a irretire pensionati con obbligazioni ad altissimo rischio spacciandole per cose tranquille che sottoscriverebbe anche Nonna Papera.

Davanti a un giovane che decide di lavorare in banca mi coglie lo stesso sconcerto che mi assale davanti al foreign fighter che scappa da casa per andare a combattere a fianco dell’Isis: non gli mancava nulla, era cresciuto in un ambiente sano e perbene, perché una scelta così estrema e anti-sociale? Certo, la sua famiglia crede nel denaro e lo rispetta, ma non è fanatica, anzi, si può definire capitalista moderata: cos'ha spinto quel ragazzo a entrare nell'esercito di quelli che sequestrano i gruzzoletti dei nonni e li decapitano senza pietà?

Sarebbe molto più giudizioso mandare i propri figli a scuola da un esperto di poker e avviarli al mestiere di giocatore professionista, perchè in questo campo prima s’inizia più sono le chance di successo, dato che il campione mondiale di poker ha appena venticinque anni. Magari può specializzarsi nel gioco di poker online, perché è più facile prendere soldi a qualcuno che non vedi in faccia, dato che non tutti hanno il pelo sullo stomaco dei dirigenti di Banca Etruria, che hanno dato rassicuranti pacche sulle spalle agli investitori fino a un secondo prima di mandarli sul lastrico.

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