La seconda volta potrebbe essere una farsa

30.05.2014 19:23

Con quelle giacche dal colletto di velluto e i suoi modi da circolo del golf, Nigel Farage, il nuovo alleato di Beppe Grillo, sembra un venditore di Jaguar Anni 50 ibernato e scongelato in un mondo che non gli è familiare.

Il Fatto Quotidiano”, l’organo semiufficiale del M5s, si è anche sforzato di metterne in luce qualche lato positivo: d'accordo, il leader dell'Ukip è razzista, nazionalista, fan di Putin e come omofobia è molto vicino a Giovanardi, ma attenzione, si è espresso per la legalizzazione delle droghe leggere; come dire che il fumo provoca cancro e infarto ma può aiutare a perdere peso.

In realtà, se c'è un lato positivo di Farage è che passa la maggior parte del suo tempo al pub fumando e tracannando birra, rievocando a noi anzianotti l'immortale figura di Andy Capp, il perdigiorno con la coppoletta sugli occhi e la sigaretta penzoloni sulla bocca.

Farage non ha mai venduto Jaguar ma ha fatto il mediatore per le società della City; un po' Andy Capp era forse suo padre, un impiegato alcolizzato che lasciò la famiglia quando Nigel aveva appena cinque anni.

Ma l'Inghilterra che lui rimpiange è proprio quella degli Anni 50, tutta tradizionalista, senza odori di pollo al curry e perfettamente riassunta dalla Royal Family, che all’epoca era tutta d'un pezzo e non si faceva rappresentare all'estero da mollaccioni come il principe Carlo, capace di dichiarare al Parlamento Europeo che le istituzioni comunitarie devono avere più poteri, anziché invitarle a tenere le grinfie lontane dai sudditi di sua Maestà.

In quell'occasione Farage fu l'unico parlamentare europeo a mandare al diavolo il rispetto per la Corona e rispondere per le rime al principe; un atteggiamento molto “grillino”, anche se l'omologo inglese di Beppe, anche dopo la decima pinta di birra, non si è mai sognato di dire della Regina ciò che Grillo dice ogni giorno di Napolitano. Insieme vogliono «creare guai all'Europa», come se per fare questo non bastasse la Merkel.

Quello che non capisco è perché Grillo abbia preferito rivolgersi a Farage anziché all'altrettanto anti-europeista Marine Le Pen, che ha lasciato a pomiciare con Matteo Salvini.

L'unica ipotesi plausibile è che per Beppe sia molto più facile rapportarsi alla pari con un altro maschio anzichè con una donna cazzuta come la pasionaria del Front National.

Partiti come l'Ukip o il Front National rispecchiano i sentimenti di una fetta abbastanza consistente di popolazione che non si riconosce nelle idee delle élite politiche dei mezzi d’informazione.

Gente culturalmente meno aggiornata, meno attrezzata ed economicamente meno garantita, che vede nell'Europa e nell'immigrazione una minaccia al proprio (in genere modesto) benessere.

Idee contestabili quanto volete ma non snobisticamente ignorabili, come spesso succede, da parte dei soliti partiti che poi alle elezioni vorrebbero proprio il voto di quelle classi spaventate.

L'apparentamento Grillo-Farage non sarebbe nemmeno il primo gemellaggio politico fra Italia e Inghilterra, tantomeno il più imbarazzante.

Negli Anni 30 alcuni transfughi del partito conservatore fondarono la British Union of Fascist, alla cui testa si pose (più larghe intese di così) addirittura un ministro laburista, un certo Oswald Mosley. 

Mosley aveva acquistato tutto il pacchetto mussoliniano, camicia nera e squadracce comprese, ma la sua marcia su Londra non ebbe i risultati sperati: il raid dei fascisti inglesi a caccia di ebrei fu soffocato dalla resistenza di migliaia di persone, che fecero barricate e difesero i quartieri palmo palmo.

Più tardi, durante la guerra, Mosley fu arrestato per collaborazionismo ma poi riuscì a cavarsela.

Quello che voglio dirvi è che il fascismo inglese non era contro l'Europa, al contrario era anti-isolazionista, recriminava soltanto sul fatto che la Guerra dei Cent'anni aveva privato l'Inghilterra dei suoi possedimenti francesi, un po' come faceva l'Italia con Nizza, Savoia e la Corsica.

Ieri abbiamo avuto Mosley e Mussolini contro la Francia, oggi abbiamo Farage e Grillo contro l'Europa; c’è chi dice che la storia si ripete ma, come diceva Marx, ci sono buone possibilità che la seconda volta potrebbe essere una farsa.