La Smorfia Napolitana

28.12.2014 15:59

Il talent più appassionante della stagione sta per cominciare ma le selezioni sono aperte da un pezzo.

Giorgio Napolitano lascerà la presidenza della Repubblica fra qualche giorno, la vacanza con i fratelli Castro e papa Ratzinger è prenotata da tempo e il taxi per l'aeroporto sarà atteso sotto il Quirinale al termine del discorso di fine anno.

Un titolo adeguato potrebbe essere MasterPresident e i candidati alla vittoria sono tantissimi ma questo, con la disoccupazione alle stelle, non sorprende: il Capo dello Stato è l'unico dipendente pubblico il cui stipendio non è bloccato da sei anni, e se si presentano in centomila per un concorso da bidello, figuriamoci quanti se ne presenteranno per un posto che richiede suppergiù le stesse competenze ma offre una paga molto più alta e sette anni di autoblu con autista nonché vitto e alloggio nel più bel palazzo di Roma.

C’è anche da dire che è l'unico impiego in cui sono favoriti gli over50, grandi esclusi dal mercato del lavoro. Però c’è un problema, che per vincere un concorso da bidello basta l'appoggio di un politico, mentre per arrivare al Quirinale ci vuole la raccomandazione di tre quarti del parlamento, quanto basta per rendere più appassionante che mai la gara. Ma proviamo a immaginare come potrebbe essere strutturato il gioco.

Si potrebbe organizzare una specie di tombola, visto che siamo sotto le feste. Archiviate le vecchie cartelle con i numeri, la versione più trendy del tradizionale gioco vede protagonisti i 90 potenziali aspiranti alla presidenza già indicati da politici e giornalisti, da Mario Draghi a Stefano Rodotà passando per Walter Veltroni e Moira Orfei. 

Potremo inventare un'apposita «Smorfia Napolitana», che mette in relazione i sogni e i vari successori dell'attuale presidente. D'Alema si chiamerà «'a sfurtuna», Emma Bonino «'a brutta illusione», Gianni Letta «l'amico 'o mariuolo», Giuliano Amato «'a pensione», Prodi «’a carica 101».

Ma siccome la tombola è un gioco ormai datato, potrebbe intervenire Lottomatica per lanciare un nuovo «grattino»: «Presidente per sempre». Sulla cartella ci sarebbero stampati i simboli di sei partiti politici e se grattandoli emerge due volte il nome dello stesso candidato, si vince per sette anni lo stipendio di un corazziere. 

Ma questa lotteria istantanea ha bassissime possibilità di vincita, perché è praticamente impossibile trovare due partiti d'accordo su un nome, ma del resto nemmeno due membri del Pd. Ci potrebbe essere una variante: si grattano tre caselle con il ritratto di Napolitano, e se sotto due appare quello di Beppe Grillo si vince un weekend con Di Battista.

Sembra che quest’anno, per salutare degnamente il 2014 e il presidente uscente, l'industria pirotecnica abbia proposto il Giorgio BumBum, un petardo tricolore ispirato alla presidenza Napolitano: dopo che è scoppiato non si getta via ma si può riutilizzare.

Secondo i sondaggi, gli italiani in realtà non vorrebbero cambiare e opterebbero per una terza presidenza Napolitano, da ripetere all'infinito come il giorno della marmotta del film con Bill Murray.

Io invece punterei sulla soluzione-Inter: cedere la presidenza a qualche miliardario dell'estremo Oriente e ingaggiare Mourinho al posto di Renzi. C’è invece una minoranza che chiede il ritorno della monarchia, l’unica che è riuscita a unificare il Paese.

La difficoltà è quella di capire a quale dinastia affidarla, se ai Savoia o agli Agnelli. Ma una cosa è certa: un garante della Costituzione non ci serve più. Ogni garanzia dura al massimo due anni, quindi la Carta fondamentale dello Stato non è più in garanzia dal 1950. Se non funziona più bisogna mettersi il cuore in pace e comprarla nuova.