Le affinità elettive

27.04.2017 10:08

L’esito della votazione in Rete con cui i militanti del Movimento 5 stelle hanno scelto il loro programma di politica estera è molto significativo. Che tra Beppe Grillo e la Lega Nord ci fosse più di un’affinità elettiva non lo si scopre oggi, ma il risultato della consultazione toglie ogni dubbio residuo. I duri e puri della politica italiana sono protezionisti, un filo autarchici, sicuramente anti-europeisti e severi censori dell’austerità economica. Nel pantheon dei loro idoli primeggia su tutti Vladimir Putin (unanime la condanna delle sanzioni alla grande madre Russia), simpatizzano per Donald Trump che è comunque molto meglio di Barack Obama, e persino per Bashar al Assad, sulle cui nefandezze, compreso l’uso di armi chimiche, denunciano un clima di propaganda che ne mette in dubbio la sua responsabilità.

In omaggio alle tendenze del momento, i pentastellati sono anche sovranisti, tant’è che “Sovranità e indipendenza” risulta uno dei punti più votati dell’agenda, specie là dove proclama il principio di non ingerenza negli affari interni dei singoli Paesi. Come questo vada d’accordo con l’infatuazione per Putin, che del mettere il naso in casa altrui è uno specialista, dio solo lo sa, ma loro non sembrano andare per il sottile. Del resto la coerenza non è il pane quotidiano del Movimento che, non fa male ricordarlo, a Bruxelles tentò per una mera questione di poltrone di buttare alle ortiche l’anti-europeismo provando a passare da Nigel Farage ai liberali.

Poche idee ma confuse anche sullo scottante tema della moneta unica. A stagioni alterne i grillini vorrebbero liberarsene, ma forse anche no. Nel programma di politica estera affidano via referendum consultivo ai cittadini sovrani la possibilità di arrivare a un pensiero definitivo. Se fosse un , ovvero un non so, l’appello è alla santa alleanza dei Paesi mediterranei perché combattano la nordica dittatura.

Come si evince, sono tutti punti che un elettore leghista potrebbe tranquillamente fare propri. Se date un’occhiata al programma di politica estera della Lega Nord, noterete molte affinità elettive tra i celoduristi e i vaffanculisti. Se poi ci si mette anche il comune sentire su molti temi di politica interna (in primis l’idiosincrasia verso gli immigrati), una domanda sorge spontanea: a quando l’alleanza tra Grillo e Salvini?

 

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