Leghisti e piselli

25.08.2019 23:53

Da dove nasce l’ossessione della Lega per le dimensioni del pene degli africani? Viene davvero da domandarselo di fronte all’ennesima valanga di insulti sessisti, anti-scientifici e beceri che i follower di Matteo Salvini hanno riversato contro Luciana Littizzetto per il suo video a favore dell’operazione Open Arms. Mi domando da dove origini questa concentrazione pressoché esclusiva delle masse leghiste per il pisello dei neri.

Prima di scrivere questo articolo ho fatto un giro su Internet per cercare possibili correlazioni fra sbarchi e possibili prestazioni tra neri e donne italiane, e ne sono venuti fuori dati interessanti. Per prima cosa non sono le donne italiche in genere ad attendere con ansia gli sbarchi di migranti per portarseli a letto; le cronache dicono che questo fenomeno è successo proprio nel Nord Est leghista, fra Padova e Treviso, dove alcune possidenti attempate cercavano i favori di prestanti braccianti neri non potendo più godere di quelli dei mariti.

Ma la percentuale di donne attratte dai giovanotti immigrati è davvero minima rispetto a quella rappresentata dagli stessi uomini italiani che, fra un insulto e l’altro a chi non la pensa come loro, godono invece dello sfruttamento sessuale delle immigrate, per lo più nigeriane, attirate in Italia da trafficanti che le reclutano nei villaggi, dove i mezzi di comunicazione sono scarsi e le informazioni circolano con difficoltà, con la promessa di un lavoro onesto (non vanno più a cercarle nelle città, perché lì le ragazze sanno bene che cosa le attende, ha raccontato su Famiglia Cristiana una di queste prostitute forzate che è riuscita a salvarsi dal racket grazie all’intervento delle forze dell’ordine).

Un censimento approssimativo, diffuso qualche mese fa, calcola in due milioni e mezzo gli uomini che pagano una donna per fare sesso, e in pericoloso aumento quelli che cercano adolescenti; dunque, care signore che leggete questo articolo e che inscenate lo spettacolo del bigottismo, sappiate che fra i vostri mariti c’è una discreta percentuale che paga una prostituta, talvolta minorenne, non di rado raccattata per strada fra queste disperate, e poi torna a casa, bacia voi e carezza la testa dei bambini senza un filo di rimorso perché tanto, quelli e quelle sono “cose”.

Negli Stati Uniti, fino a tutti gli Anni 60 molti faticavano a riconoscere negli africani esseri umani. Ed è questo il punto, non certo la leggenda secondo la quale i neri sarebbero favolosamente dotati, visto che gli andrologi hanno spiegato più volte a chiare lettere che non è così (il luminare Riccardo Viccari spiega su internet che il pene dei neri è, colore a parte, assolutamente identico a quello degli europei). È l’idea, alimentata fin dal secolo dell’Illuminismo, del mito del buon selvaggio, secondo cui centinaia di anni di schiavismo hanno predisposto l’africano a sottomettersi con rassegnazione alle voglie del ricco possidente bianco.

Nel corso della mia ricerca ho trovato decine di vignette degli anni del nostro povero, squinternato e crudelissimo periodo coloniale, dove si suggeriva di comprarsi una schiava: in uno di questi atroci disegnini, che voleva essere spiritoso e suscitare il riso, due soldati italiani mettevano insieme i risparmi per comprarsi una «bella etiope» e poi «fare a metà». Erano i primi Anni 30. E’ triste pensare che non ci siamo mossi da lì.  

 

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