L'ultimo baluardo della coscienza storica occidentale

08.03.2017 09:29

Mi ha molto colpito leggere sulla prima pagina del quotidiano La Stampa la notizia di un particolare convegno a Torino, il cui tema era: «Ma il Liceo Classico deve restare com'è o deve essere rivisitato?». Il tema del convegno, quali che siano state le conclusioni, è rivelativo di una tendenza obiettiva oggi in atto: la tendenza a voler "rivisitare" e "ammodernare" il Liceo Classico per poterlo, in verità, distruggere e archiviare. Sì, perché le "rivisitazioni" e gli "ammodernamenti" vanno puntualmente nella direzione della riduzione o, magari, anche dell'eliminazione delle ore consacrate al greco e al latino, per lasciare spazio, ovviamente, a discipline più utili e meglio spendibili nel mercato del lavoro flessibile e precario (ricordo la demenziale norma delle tre "i": inglese, impresa, informatica).

Questa è la prova di quanto vado dicendo da tempo (verba ventis, naturalmente): il fanatismo economico non tollera la sopravvivenza del Liceo Classico come luogo fecondissimo della coscienza storica dell'Occidente e della nostra cultura più alta, aliena al vincolo mortificante del do ut des. Nel mondo del monoteismo del mercato e della mercificazione integrale, tutto deve piegarsi alla logica dell'utile, il grande idolo del nostro tempo. E tutto ciò che non rientra in questo orizzonte - compreso il Liceo Classico - viene delegittimato come retrogrado, antimoderno, arcaico, nostalgico, inutile, improduttivo.

Il Liceo Classico è oggi un luogo di eroica resistenza alla barbarie che avanza e che vorrebbe distruggerlo. La barbarie dell'aziendalizzazione integrale della vita vorrebbe ammodernare, cioè annichilire, il Liceo Classico per poter così distruggere la possibilità, per le nuove Erasmus Generations, di formarsi liberamente, di essere consapevoli di sé e della propria storia, della propria provenienza storica e della propria progettualità futura. In una parola, il nichilismo del mercato vuole decapitare le nuove generazioni, affinché in luogo di teste pensanti e consapevoli (e dunque eventualmente critiche) prosperino meri uomini di fatto, puramente operativi, calcolanti e integrati nel sistema.

Il Liceo Classico, ovvero l’ultimo baluardo della coscienza storica occidentale e della cultura in cui è radicata la nostra civiltà, resta davvero, oggi, un tempio sacro da custodire e da difendere contro gli attacchi che sta subendo e che sempre più subirà. Ne va della nostra civiltà. Ne va della nostra umanità.

 

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