Meglio imparare a difendersi

04.11.2019 22:37

L’odio esiste. E così pure l’invidia, la cattiveria, la gelosia, la concupiscenza, l’avidità, il tradimento, la perversione. Sette secoli fa, Dante prese tanti personaggi imputabili di queste colpe e li schiaffò in nove cerchi infernali, scrivendo uno dei più grandi capolavori della letteratura universale. Eppure, se il sommo poeta vivesse oggi, probabilmente il suo account verrebbe bannato sui social perché troppo aggressivo e fomentatore di risse verbali.

Come ti permetti di mettere Semiramide tra i lussuriosi? E Farinata degli Uberti tra gli eretici? Per non dire di Maometto tra i seminatori di odio. Purtroppo per loro, i personaggi danteschi non avevano Internet e non potevano controbattere alla dannazione inflitta loro dal poeta fiorentino, se la tenevano e basta, senza discussioni. Altrimenti avrebbero potuto postare su Instagram le foto delle loro punizioni, dal fango puzzolente al sangue bollente, passando per i sarcofaghi infuocati e le acque gelide. Queste otterrebbero molti like, non c’è dubbio, e anche molti tentativi di emulazione in giro per il mondo.

Un paradosso per dire che la polemica sui fomentatori di odio in Rete non tiene conto del fatto che il rancore attraversa la storia del mondo in tutte le sue forme, tanto che senza lussuria, senza inganni e tradimenti, senza avidità e delitto, non esisterebbe nessuna letteratura e né cinema, nessuna narrazione che troveremmo interessante. L’idea di “disinfettare” i social dai sentimenti negativi è un’impresa tanto impossibile quanto assurda. Meglio imparare a difendersi, piuttosto, e incassare senza sentirsi distrutti, ignorare e passare oltre. Come peraltro insegna la stessa senatrice Liliana Segre, quando dice: «Che perdita di tempo stare lì ad augurare la morte a una novantenne. Mi fanno pena, vanno curati». Il problema vero, semmai, è proprio la quantità di persone che hanno tutto questo tempo da perdere. Potrebbero stare nel quarto cerchio dell’Inferno dantesco, quello dove gli avari e i prodighi, divisi in due schiere, si scontrano facendo rotolare per l’eternità massi di pietra. Forse gli odiatori della Rete si trovano già in quel girone, solo che non se ne sono accorti.

 

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