Mi ami? Ma quanto mi ami?

21.01.2015 18:39

Molti di voi ricorderanno il famoso spot pubblicitario della Sip in cui una ragazzina parlava al telefono con il suo moroso e gli chiedeva: «Mi ami? Ma quanto mi ami?».

Sta accadendo qualcosa di strano nella politica italiana, che rischia di cambiarne radicalmente i connotati, ed è l’innamoramento di Silvio Berlusconi per Matteo Renzi e, forse, è anche ricambiato da quest’ultimo, benché a prima vista possa apparire un ragazzo sentimentalmente anaffettivo.

Ma non è la prima volta che nemici carissimi della politica trovano motivi di attrazione reciproca.

Ricordiamo tutti l’esempio storico della stima e simpatia fortissima fra Aldo Moro ed Enrico Berlinguer, ma è accaduto altre volte che strenui avversari politici si siano scambiati favori e gesti di amicizia.

C’è stato persino il clamoroso omaggio alla salma di Berlinguer da parte di un compunto e commosso Giorgio Almirante accompagnato da Giancarlo Pajetta.

Qui però siamo di fronte a un caso diverso. Berlusconi è innamorato di Renzi perché rivede in lui se stesso più giovane, e soprattutto gli vede fare le cose che ha sempre sognato di fare, per esempio annientare la sinistra.

Lo sente parlare in modo antipolitico come a lui non è mai riuscito perché le sue gaffe erano sempre stigmatizzate. Lo vede affrontare il mondo in modo guascone e persino partecipare ai consessi internazionali con la sua stessa sfrontatezza, anche se finora non ha mai fatto le corna in una foto di gruppo.

Berlusconi non ama il suo partito e i suoi dirigenti. Li considera allo stesso modo dei giocatori del Milan, delle schiappe ultra-pagate.

Lui amerebbe inseguire le bizzarrie di Brunetta e gli isterismi di Fitto, ma soprattutto fare comunella con Renzi e il suo giglio magico, e se dimenticasse l’ossessione per le tette preferirebbe Luca Lotti a Francesca Pascale.

Anche Renzi preferisce il Cavaliere ai Fassina o Cuperlo, e preferisce di gran lunga la sua vivacità alla tristezza infinita di Gotor. Quando li sente parlare a nome della sinistra lui appare spaesato, non sa di cosa parlano, e in verità non lo sa nessuno, essendo ormai il concetto di sinistra talmente sfiancato che l’ultimo arrivato alla maratona di New York sembra più fresco.

Ma questo amore fra il “Royal Baby”, che piace tanto a Giuliano Ferrara, e il vecchio leader, che lo stesso direttore de Il Foglio ama ancora, è destinato a durare? Credo proprio di sì, c’è solo da vedere se questa relazione potrà finire in un matrimonio vero e proprio.

Qui gli indizi cominciano a infittirsi. Berlusconi sembra essere indifferente al suo partito e persino al suo schieramento. Renzi tratta il Pd come una scarpa vecchia e la “sua” Alessandra Moretti abolisce addirittura il simbolo nella campagna elettorale veneta.

A questo punto la domanda sorge spontanea: potranno spingersi fino a immaginare una confluenza l’uno dentro l’altro? La politica, soprattutto negli ultimi tre anni, ci ha fatto capire chiaramente che tutto è possibile. In questo caso la democrazia italiana si ritroverebbe un partitone destra-sinistra cementato da due innamorati in nome del potere.