Non ho l'età

09.01.2017 14:35

Non bastava l'amniocentesi e i tanti esami cui si sottopongono le future mamme, ora dobbiamo aggiungere anche l'ecografia sanremologica. Sto parlando del discusso promo del Festival di Sanremo 2017, in cui i piccoli ospiti dei pancioni di un gruppo di gestanti in una sala d'aspetto ballonzolano cantando Non ho l'età di Gigliola Cinquetti, anziché ciucciarsi il dito come tutti i feti normali. A quanto pare la "sanremolatria" produce una sostanza in grado di arrecare tremendi danni prenatali, una sorta di insenilimento fetale a creature che, non ancora nate, cantano canzoni vecchie di cinquant’anni già nel ventre materno. Se tanto mi dà tanto, verranno al mondo con i capelli pepe e sale come il premier Gentiloni, pretenderanno i pannoloni anziché i pannolini e sul culetto al posto della pasta di Fissan vorranno la crema antirughe all'acido ialuronico. Ma forse il promo sanremese è solo l'auspicio di un provvidenziale adattamento della specie all'ambiente, dato che in Italia l'infanzia e la giovinezza sono sfavorite nella lotta per la vita, e il successo biologico (ma anche politico, artistico ed economico) arride a chi è vecchio o pensa e parla come gli anziani: le nuove generazioni dovranno nascere già attrezzate culturalmente per competere con chi è nato negli anni Sessanta e non ha intenzione di mollare soldi, poltrone e potere fino ai prossimi Sessanta. E c'è un'altra interpretazione, apocalittica, millenaristica, in stile «leggete i segni dei tempi»: i feti canterini, come le comete, le eclissi e le nascite di vitelli con due teste, annunciano un evento clamoroso, in questo caso legato al mondo della canzone, anche se forse il vitello bicipite sarebbe stato più appropriato, visto che l'evento clamoroso è l'ormai quasi certa co-conduzione Conti-De Filippi per il Festival di Sanremo 2017, la grande coalizione Rai-Mediaset che si realizzerà sul palco dell'Ariston in nome della musica leggera. Come se Windows e Macintosh progettassero un pc insieme, oppure un imam e papa Francesco portassero in due la croce nella Via Crucis. Ma gli aruspici non si fermano qui e si domandano quale sia il senso oscuro e profondo di questo imminente prodigio. Che Maria al vertice della kermesse più tradizionale e autocelebrativa della tivù di Stato sia una delle clausole del defunto patto del Nazareno? Finché la notizia ha ancora i verbi al condizionale, non è il caso di lanciarsi in interpretazioni premature quanto i feti del promo. Alla fin fine, fra ospitate e concorrenti provenienti dalla sua scuderia, è da un pezzo che il Festival è “defilippizzato” anche senza la materiale presenza della rauca regina dei postini. Ma se l'ipotesi Maria alla fine dovesse sfumare, dopo che il pubblico ha fatto la bocca a tanto nome, sarà difficile affiancare a Carlo Conti un personaggio femminile di pari levatura per autorevolezza, prestigio e credibilità, a meno che non prendano in considerazione un'eventuale disponibilità di Angela Merkel.

 

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