Non sono le donne che capiscono poco di politica

15.02.2017 09:50

Qualche giorno fa è stata organizzata negli Stati Uniti una grande marcia delle donne contro Trump. Si calcola abbiano partecipato circa due milioni di persone. Alla parata hanno partecipato personaggi importanti del mondo femminile e dello spettacolo, e Madonna si è lanciata in frasi oscene e irripetibili. Tutti hanno cantato e ballato, portato cartelli di ogni tipo (Non mi faccio afferrare per la vagina, Bullo, Razzista, Ignorante, Misogino, Pallone gonfiato, Trump non è il mio presidente), e tutti alla fine della giornata erano soddisfatti e contenti. Purtroppo i giornali hanno calcolato che il 20-25% delle partecipanti alla marcia non abbiano votato alle elezioni, e siccome Trump è passato in alcuni stati per poche migliaia di voti, forse per non averlo come presidente bastava semplicemente votare, anche se ci si divertiva di meno.

L’ex assessore Berdini ha dichiarato che sulle terrazze del Campidoglio il Sindaco (o come si dice sbagliando la Sindaca) avesse momenti di abbandono sentimentale. I giornali si sono buttati sulla notizia, anche perché la signora è giovane e non brutta, ma molte donne hanno protestato contro il sessismo dei media, naturalmente la maggior parte avevano votato la signora Raggi di cui ora morbosamente si interessavano, trascurando altri comportamenti sessisti avvenuti precedentemente nei confronti di donne appartenenti ad altre parti politiche.

Queste notizie contrastano con le mie convinzioni per cui saranno le donne a salvare il nostro futuro democratico e questo soprattutto in oriente e nel contrasto con tutti gli estremismi religiosi anche dei cristiani. Le divisioni di genere, a poco a poco, verranno ad attenuarsi, perché i compiti degli uomini nelle società tradizionali e cioè la caccia, la guerra, la protezione della famiglia, saranno sempre meno identificabili e, dall'altra parte, la professionalità, l'autonomia economica, l'educazione dei figli, porteranno a una sostanziale identificazione dei generi. Questo vuol dire che il corporativismo di genere, proclamato e sostenuto dai gruppi femministi, dovrebbe essere superato perché riflette una cultura debole, appunto perché corporativa, e che identifica spesso la politica come un gioco così come, per confronto, il maschilismo identifica la politica come una guerra. Purtroppo tutte queste signore vestite di viola e molto incazzate sono inutili a una politica democratica e il rozzo presidente Trump se ne rende conto procedendo per la sua strada senza fermarsi. Diversa sarebbe stata la situazione se al di là delle grida e dei vestiti viola molte donne avessero votato, perché avremmo avuto meno canti e cartelli ma una situazione politica più moderna, anche se la signora Clinton non sembra un esempio di grande intelligenza politica, come ha dimostrato prima, durante e dopo la campagna elettorale, tanto che sono sempre convinto che peggio di Trump ci sia solo lei.

Una delle peggiori eredità che ci ha lasciato il Cavalier Berlusconi, oltre al debito pubblico, è stato quello dei suoi oppositori, anzi delle sue oppositrici in viola: esse, dopo un attimo di smarrimento, si sono compattamente buttate all'attacco di Matteo Renzi il quale, essendo un Boy Scout, è sempre un po’ intimidito dalle presenze femminili, anche quando sono “adesive” come quella della signora Boschi. Per fare questa operazione è stato riabilitato Massimo D'Alema, che già era entrato nel mirino delle signore. D'Alema, furbo come sempre, le ha accarezzate col suo sarcasmo senza dar luogo (l'età lo aiuta) a pettegolezzi di tipo sessuale. D'altronde per governare queste grandi masse femminili, che io spero escano presto dal corporativismo di genere, occorrono dirigenti maschili sessualmente asettici come avveniva a Bisanzio e come ancora oggi avviene nella Chiesa. Dunque non sono le donne che capiscono poco di politica ma è la loro caricatura che non capisce e fa danni.

 

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