Questo matrimonio non s'ha da fare

15.03.2015 15:31

Se alcuni avvenimenti ti spingono a pensare che la storia del tempo circolare non sia una cazzata, nel nostro Paese, dove le ciambelle non escono mai col buco, nessuna ciclicità temporale può essere perfettamente circolare, al massimo diventa un'ellisse, il serpente prova a mordersi la coda ma non riesce ad acchiapparla.

Il ciclo di cui voglio parlare è durato otto anni, un numero che se lo mettete di traverso indica l'infinito; inizia con la lettera di una coniuge tradita pubblicata da un grande quotidiano (Repubblica) e finisce con un’altra lettera di un uomo tradito pubblicata recentemente da un altro grande quotidiano (Corriere della sera).

La prima lettera, firmata Veronica Lario, era il famoso grido di dolore contro le «scappatelle» berlusconiane, che aprì la saga erotico-giudiziaria più famosa e seguita del mondo.

Per anni, settimana dopo settimana, inchiesta dopo inchiesta, i magistrati e i giornalisti dipingevano la nuova attrazione turistica italiana: la Cappella Silvina, pullulante di bagasce e faccendieri, papponi ed entraîneuse, imputati e deputati.

Al centro lui, un Padreterno michelangiolesco avvolto nei milioni, che con l'onnipotente ditone proteso miracola Eva nelle sue molteplici ma sempre giovani e tornite forme: Noemi, Patty, Sabina, Marysthell, Nicole, Ruby…

L’unico che non è stato miracolato è Emilio Fede. Il sex-welfare del Cavaliere è l'opposto della riforma Fornero: le donne di vent’anni hanno diritto alla pensione e al trattamento di fine-rapporto, mentre gli uomini di ottanta dovrebbero continuare a servire fedelmente il padrone, evitando di piagnucolare e minacciare il suicidio in tv o ricattare i dirigenti Mediaset con goffi fotomontaggi.

Ma torniamo al nostro italico tempo, sempre più somigliante a un cobra, che cerca di mordersi la coda ma non ci riesce perché, come cantava la Rettore, il cobra non è un serpente. La sentenza della Cassazione, che ha confermato l'assoluzione di Berlusconi, ha dato l'ultima pennellata all'affresco di cui sopra e l'ha consegnato alla storia.

Il Papi Silvio (l'unico Silvio che diventò papa faceva Piccolomini di cognome, chissà se anche lui portava le scarpe col rialzo), gaudente e puttaniere ma senza colpa, è stato assolto, proprio come prosciolto sarà il suo omologo francese Strauss Kahn.

Anche se non rappresenta la migliore delle credenziali per un premier o un presidente della Repubblica, essere zozzoni al di qua o al di là delle Alpi non è reato. A Silvio restano soltanto i peccati d’imprudenza, ingordigia e cattivo gusto.

E il cattivo gusto ci porta alla coda del serpente, la misteriosa lettera del tradito Enzo sul Corriere della sera. Col passare dei minuti la lettera assume sempre più i contorni della bufala, animale peraltro fornito di corna proprio come il suo presunto autore, che enumera le scappatelle della moglie dal manzoniano nome di Lucia, con vari “innominati” tipo il personal trainer, il collega, l'amico, l'avvocato.

Se la lettera è vera, siamo di fronte a un conclamato caso di cuckoldismo (il cuckold è un marito che gode come un pazzo a favorire le gesta erotiche della propria compagna con terzi).

Il cuckold più tristemente famoso fu il marchese Camillo Casati Stampa, che si uccise dopo aver trucidato la moglie e il giovane amante di cui si era innamorata (tra le sue proprietà, la famosa villa di Arcore, che dopo il delitto fu comprata da Silvio Berlusconi a prezzo stracciato).

Se Enzo e Lucia non esistono, aspettiamo da un momento all'altro di conoscere cosa si vuole pubblicizzare con il finto sfogo di un livoroso cornuto: il nuovo Cornetto della Algida? Una serie televisiva sull'infedeltà coniugale? Un’agenzia d’investigazioni specializzata nel togliere il prosciutto dagli occhi?

Personalmente oserei azzardare un'altra ipotesi: la lettera potrebbe essere un messaggio in codice, dove in ballo non ci sono Lucia Porcella e Renzo Cornutino, ma le mire di Mondadori sul colosso diretto da Paolo Mieli. Quindi il problema non è se il serpente si morde o no la coda, ma se il Biscione si mangia o no la Rizzoli.

Un ultimo elemento da notare è che l'appello firmato dagli autori Rizzoli è stato presentato dallo stesso Corriere della sera col titolo: «Questo matrimonio non s'ha da fare». E allora mi chiedo: chi sarà don Rodrigo?