Scacciate i mercanti dal tempio

05.02.2015 11:56

Non ha ancora iniziato e già è sommerso di elogi al limite dell’adulazione.

I politici che, meritoriamente, lo hanno eletto, hanno deciso che sarà un «grande» presidente.

Stanno spuntando come funghi i testimoni della sua vita che ne fanno elogi sperticati e non si contano giornalisti pronti a fargli da tappetino.

Mattarella gli elogi li merita, ma quelle che non si giustificano sono le attribuzioni preventive - se sarà un grande presidente lo vedremo fra qualche anno - e quindi va difeso dagli adulatori. Questo dovrebbe essere il primo compito della sua squadra.

Io in questo vedo un pericolo. Lo dico sempre anche a quei giovani che vengono spinti (a suon di elogi) a bruciare le tappe. Ogni cosa a suo tempo, e soprattutto bisogna dimostrare sul campo quello che si vale. 

Il nuovo inquilino del Colle è una bravissima persona, onesta, molto colta (elemento da non trascurare assolutamente), ha esperienza per far bene al Quirinale e uno stile che potrà piacere agli italiani.

Ma credo che l’opinione pubblica vorrà farsi un giudizio da sola, senza filtri o “promotori presidenziali”. Mattarella potrà conquistare la fiducia degli italiani con i propri mezzi e non con la droga iniettata da politici dalla lingua lunga e da giornalisti dalla bocca larga in vena di celebrare un nuovo mito per seppellire quelli del passato.

Non credo si faccia un grande favore al presidente presentandolo agli italiani come fosse già alla fine del mandato o come se sul campo avesse meritato gli elogi, tanto per dire, di un Sandro Pertini. Lasciatelo fare, osservatelo con rispetto e attenzione, ma lasciate che sia lui e solo lui a conquistare il cuore degli italiani. Se vi mettete in mezzo voi, uomini e donne della politica o del giornalismo, ne farete un santino respingente.

Da quel che si è capito del nuovo presidente, si può dire che sarà discreto, meno interventista sulla politica quotidiana, più attento alla questione morale e alla difesa della Costituzione. Al Quirinale avremo una squadra di alto livello, ma come è capitato ai presidenti cattolici, cioè alla grande maggioranza dei presidenti, sarà una squadra chiusa, fatta di mondi del cattolicesimo democratico sopravvissuti alle bufere di questi anni.

Mi sorprenderebbe se Mattarella nominasse nel suo entourage un «laico», cioè una persona senza il dono della fede. L’Italia è da tempo un Paese secolarizzato e un presidente cattolico va bene se questa fede la si tiene per sé e non la si trasferisce nel governo dello Stato e nella supervisione della legislazione. Per il resto «Viva Mattarella» ma scacciate i mercanti dal tempio.