Scuole aperte anche d'estate

17.06.2017 15:28

Nonostante i terremoti abbiano devastato migliaia di famiglie, le crisi finanziare portate sul lastrico altrettante, il salvataggio di banche rovinato persone, vite e destini, anche quest’anno si apre il tormentone dell’estate. Dopo il “Pulcino Pio” e “Tutti a comandare”, il tormentone estivo di quest’anno è “Scuole aperte anche d’estate”. Sembra sia questo l’obiettivo del piano che sta mettendo a punto la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli. Un obiettivo su cui la ministra punta molto e su cui i tecnici del ministero stanno già lavorando. Lei dice che le famiglie le hanno scritto per chiederle aiuto (ma queste famiglie, prima di scrivere alla Fedeli, non hanno chiesto a centri estivi, oratori, campi estivi, nonni, zii e parenti tutti?). Forse queste persone non hanno capito che la scuola forma i bambini, non li assiste, e se questo è il significato, pensare di tenere le scuole aperte tutto l’anno è un’assurdità. Forse la Ministra non ha capito che gli insegnanti non sono babysitter, non sono animatori, non sostituiscono le famiglie. La scuola non è un parcheggio né una colonia estiva. I bambini e i ragazzi d’estate hanno bisogno di stare all’aria aperta, non di essere incasellati ancora in orari, doveri e giorni della settimana scanditi da ore canalizzate. Quel giocare di una volta, ridere, scherzare, fare i bagni al mare, imbrattarsi, sporcarsi, andare in bicicletta, vivere la loro età, dove è andato a finire? I nostri politici hanno reso i docenti degli emarginati sociali, carichi di burocrazia, ma soprattutto gli hanno tolto ogni dignità. E allora perché non cominciano loro a dare il buon esempio tenendo aperto il Parlamento anche d’estate?

Ho molti amici insegnanti e quello che ho potuto capire parlando con loro, è che i governi degli ultimi vent’anni hanno tutti lavorato per un unico scopo: promuovere tutti e accontentare sempre i genitori. E allora teniamo aperte le scuole anche d'estate (con 40 gradi), anche di notte, a Natale, Capodanno, Pasqua e ponti vari, non sia mai le famiglie non sanno a chi lasciarli i loro piccoli, e poi magari facciamo chiedere agli insegnanti la patria potestà degli alunni: facciamoli educare da loro al posto delle famiglie e facciamo protrarre le attività didattiche ad oltranza.

Da uno studio dell’UNICEF risulta che il tempo speso dai genitori con i figli è diminuito del 40% negli ultimi 25 anni, e questo fenomeno sta portando alla distruzione dell’identità e dei valori della famiglia, dovuto fondamentalmente alle politiche sociali fatte dai vari Governi.

È di pochi giorni fa la notizia di un ragazzo che ha tentato il suicidio durante la festa di fine anno. C’è un’esasperazione da parte di tutti, perché evidentemente il sistema trabocca e fa acqua da tutte le parti. Gli edifici scolastici crollano a pezzi, è necessario un rinnovamento e per realizzarlo, cari signori, occorrono fondi. Invece nelle scuole manca la carta igienica, i toner, le risme di carta per fotocopie, etc. Facile blaterare per fare campagna elettorale, ma la realtà di chi vive la scuola è tutt’altra cosa. Non scherziamo sul capitale umano. In un tempo diverso e dopo aver operato con diligenza, forse si può parlare di scuole aperte anche in estate.

‪Ci si augura sempre che le ipotesi per migliorare il sistema scolastico derivino dalle riflessioni sull'esperienza dei professionisti del settore, liberi dallo statalismo ideologico e capaci di agire per il bene degli studenti. Ma come può essere fatto tutto questo da una ministra che non ha neanche il diploma di maturità? 

 

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