Solo un anno sfigato

28.12.2016 14:33

Mentre toccate qualche oggetto scaramantico (di metallo o di ciccia, come preferite), pensate intensamente a Mick Jagger dei Rolling Stones. Sta benissimo. Ha settantatré anni, ha assunto più droghe di quanti operai abbia assunto Sergio Marchionne, pratica da oltre cinquant’anni tutte le forme di deboscia immaginabili e non riesce a tenere il conto di tutti i figli che ha sparsi in giro, l'ultimo qualche settimana fa, avuto con una ballerina nemmeno trentenne (Mick ricorda vagamente quel che si diceva di Niccolò d'Este, «di qua e di là dal Po son tutti figli di Niccolò»).

Al termine di un 2016 che sembra la versione estesa del 1959 - l’anno in cui morì la musica - celebrato dalla canzone American Pie, quando in un incidente aereo morirono insieme tre icone del rock, gruppi come i Rolling Stones diventano ancora più sacri, preziosi, venerabili e quasi inquietanti nella loro longevità artistica più ancora che biologica. Da gennaio ci hanno lasciato David Bowie e Prince, Leonard Cohen e George Michael, Keith Emerson e Greg Lake (Palmer sta bene, grazie a Dio) ed è rimorto per la trentaseiesima volta John Lennon, perché dal 1980 ogni anno è come se rimorisse un’altra volta. E ora addio anche a George Michael, popstar di quegli Anni 80 oggi tornati di moda, sull'onda di un presunto “edonismo trumpiano”, brutta copia di quello reaganiano.

La scia di morti nel pop e nel rock è così impressionante da far pensare a un perfido complotto ordito dai jazzisti e dai musicisti classici. I più apocalittici possono ipotizzare a una qualche esalazione letale emanata dalla nostra epoca con troppi fanatismi e troppi pochi sogni, in cui è più trasgressivo chiedere della carne d'agnello al macellaio che un pompino a una poliziotta mentre ti controlla i documenti. Stesi da un attacco di cuore, com'è successo a George Michael, o imbalsamati da vivi con un premio Nobel, com'è successo a Bob Dylan, il 2016 è stato un anno terribile, ma non c'è nessun senso, nessuna cabala, è stato solo un anno sfigato. In queste ore tutti citano Last Christmas, ma forse sono più profetici i versi di un’altra canzone michaeliana, quella che dice: «…non c'è consolazione nella verità, tutto ciò che troverai è dolore».

 

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