Sono stati i primi a usare il bidet

16.03.2017 09:43

Per una democrazia è fondamentale che ognuno esprima le proprie idee. Ma possono essere definite idee un ammasso di volgarità volte a offendere una popolazione che abita in una determinata area geografica, a maggior ragione se a pronunciarle è addirittura un rappresentante italiano del Parlamento Europeo come Matteo Salvini? Dopo quasi trent'anni di insulti e di battute pacchiane rivolte dai leghisti ai meridionali in genere, si ha che il "capitano" della Lega decide di fare proseliti oltre i confini naturali del suo partito, facendo qualche capatina al sud, dove però ogni volta ha bisogno di ingenti e costose scorte di polizia per andare in giro a fare i suoi comizi. La storia si è appena ripetuta. Napoli non vuole saperne di Salvini, sebbene egli improvvisamente abbia chiesto scusa per le sue personali uscite a sproposito contro i meridionali. L'atteggiamento di distensione del leader lumbard, più che un'evoluzione culturale è apparso come un cambiamento di facciata per ottenere consensi ben oltre la "patria", considerando che l'attività politica e parlamentare del carroccio quasi per niente è rivolta al sud. Ma alla base del risentimento meridionale per un simile interprete della politica nazionale, restano gli epiteti che, nel corso degli anni, sono stati rivolti da lui e dai suoi commilitoni contro il mezzogiorno.

Dopo la querela (finita puntualmente nel cestino) ricevuta dal sottoscritto nel 2010 da un leghista, il quale si è sentito offeso da un mio articolo, provo con un pizzico di paura (mi stanno tremando i capelli) a rivolgermi a Matteo Salvini.    

Mattè, all’ultima sagra del cervello affumicato... pardon, alla festa di Pontida, intonasti il coro: «Senti che puzza, scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani». Ma, dico io, come ti è venuto in mente di cantare una strofa così combinata? E che diamine, i napoletani sono stati i primi a usare il sanitario più amato dagli italiani, il bidet. Non lo sapevi? Beh, adesso lo sai. La sua diffusione nel nostro paese ha inizio grazie alla regina di Napoli, Maria Carolina d'Asburgo, che ne fece installare uno nelle sue stanze private della Reggia di Caserta. Devi sapere che quando i Savoia arrivarono nel Regno delle Due Sicilie non sapevano cosa fosse. Dovendo inserirlo nell'inventario dei beni saccheggiati nella Reggia e non sapendo come definirlo, i loro galoppini scrissero di uno "strano oggetto a forma di chitarra". Comunque ti posso assicurare che i napoletani tengono alla toilette almeno quanto tu tieni alle tue felpe.

Scusa Mattè, ma tu ogni tanto perdi di vista la realtà? Voglio dire, sai sempre dove ti trovi? Che ne so, magari stai a Procida e pensi di stare in Lapponia, o nel soggiorno e ti credi in cucina? No, perché io faccio veramente fatica a entrare nella tua testa. Eppure sono entrato, sempre per comprendere gli altri, nella testa di tanta gente: del sud, del nord e del centro. Ma entrare nella tua, Mattè, sinceramente, è un'impresa.

Mi è dispiaciuto per i disordini avvenuti a Napoli, ma l'occasione potrebbe far riflettere sulla possibilità di istituire un ordinamento a difesa della qualità etica della politica che si produce nel paese. Fino a prova contraria si è liberi di dire scemenze, soprattutto se esemplari, ma nessun organo partitico dovrebbe avere la possibilità di insultare con tanta disinvoltura una consistente fetta della popolazione nazionale. I dirigenti leghisti lo fanno da anni, salvo cambiare rotta per ragioni meramente elettorali. Evidentemente, credono che i meridionali, oltre che puzzolenti, siano anche infinitamente stupidi.

 

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