Spero che ci mandino una persona seria

15.01.2015 23:55

Spero che al Quirinale ci mandino una persona seria. 

Nei giorni scorsi in Francia sono successe cose terribili e negli ultimi mesi il presidente Hollande era sceso drammaticamente nei sondaggi e sembrava visibilmente inadeguato al suo ruolo. C’erano foto che lo coglievano in pose buffe, c’è stata la sua nuova storia d’amore e la reazione vendicativa della compagna abbandonata, c’è la crisi economica che ha tolto molte certezze ai francesi. Tutti elementi che avrebbero affossato chiunque, ma Hollande è un politico di professione, un vecchio leader socialista con un curriculum di tutto rispetto. Tuttavia, in questi ultimi mesi tutti hanno detto che era un personaggio mediaticamente improponibile. Poi è accaduto quel che sappiamo e l'uomo grigio, il personaggio dal sorriso imbarazzato e imbarazzante, dalla vita privata impiegatizia - moglie, compagna, nuova amante – ha mostrato di avere tutte le caratteristiche dell’uomo di Stato. Le persone si misurano quando l’apparenza cede il passo alla realtà, e dobbiamo ammettere che Hollande è venuto fuori come persona di grande qualità.

A pochi giorni dall’elezione del nuovo presidente della Repubblica, dovremmo cercare un personaggio, maschio o femmina che sia, che abbia quelle qualità.

Viviamo in un particolare momento storico. L’Occidente è sotto minaccia, il terrorismo conduce la sua guerra asimmetrica armata dalla fede, dal disprezzo della morte dei suoi soldati, dalla caduta di attrazione dei nostri valori storici.

Non è vero che è una guerra santa, perché non si combatte contro un miliardo e mezzo di musulmani, ma è vero che è una guerra. E in guerra ci vogliono comandanti e uomini o donne d’onore.

Napolitano lo è stato. Per fortuna durante il suo novennato questa prova all’Italia è mancata, ma se ci fosse stata avremmo avuto al Quirinale un capo, un uomo capace di unire la nazione.

Questo ruolo in verità spetta anche al presidente del Consiglio e ai suoi ministri, ma non possiamo nascondere che questo entourage ci ha dato finora una netta impressione di fragilità.

Non abbiamo la sensazione che oggi il Paese sia affidato in mani forti. È affidato a lingue affilate, a dita capaci di battere migliaia di tweet, ma non sentiamo quella forza politica e di animo in grado di dare agli apparati di sicurezza direttive e orientamenti anche impopolari.

Non sappiamo neppure se i nostri apparati di sicurezza sono in grado di reggere un eventuale urto. Non sto mettendo in dubbio né professionalità né onorabilità, e non sto nemmeno dicendo che al governo ci sono degli scavezzacollo.

Quello che sto dicendo è che al Quirinale serve una persona di esperienza e di grande spessore morale, altro che notaio.

Serve un timoniere, una persona che dimentichi il fascino dei media e sappia guidare il Paese, come si dice, nella buona e nella cattiva sorte.

Se Renzi sarà protagonista di una scelta di questo tipo, credo che il problema della sua personale affidabilità potrebbe essere risolto.