Un episodio del Decamerone

22.03.2017 10:22

Il Corriere della sera di domenica scorsa ha celebrato l’anniversario dell’uscita del libro La Casta di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, libro che ha distrutto l’immagine della politica e dei politici raccontando alcune atroci verità su abusi, incompetenze e furti.

Denunciare è un dovere e Rizzo e Stella sono due mastini, talmente ante-litteram che potrebbero avere la paternità del Movimento 5 Stelle. Quello che si comprende poco, ma è tema che non riguarda solo loro, è come mai, tranne alcuni giornali, la vicenda scandalosa del Sole 24 ore è passata in cavalleria senza inchieste, senza anatemi, senza giudizi trancianti sulla capacità degli industriali di amministrare un bene di famiglia come la loro associazione e il loro giornale nel rispetto della legge e con criteri di buona amministrazione.

Ciò che abbiamo letto coinvolge almeno tre presidenti di Confindustria, un pacchetto di amministratori e un direttore di giornale descritto come un faraone famelico. Al centro dell’affaire ci sarebbe una storia di copie gonfiate che consentivano all’azienda di dichiarare uno stato di salute buono, mentre invece era pessimo, e al direttore una capacità di dirigere che invece non aveva. Lo scandalo è grave, sia per i suoi aspetti societari che rivelano l’esistenza di reati, sia per l’inganno perpetrato ai danni degli associati di Confindustria, sia per la presenza di leadership al di sopra della legge, sia per l’assenza di controlli per molti anni, tant’è che lo scandalo nasce dal lavoro di un bravo giornalista dello stesso giornale. Ora le cronache sono, quando citano il fatto, dedicate agli abusi del direttore Napoletano. Si tratta di una rete di privilegi e di spese che stupiscono per la loro esosità e anche di un modo di vivere che contrasta vivamente col moralismo diffuso ad ogni occasione dal suddetto direttore di fronte ai guasti d’Italia e soprattutto contro una classe politica descritta dai suoi colleghi Rizzo e Stella. Da tutto questo viene fuori uno scandalo di sistema, una vera Tangentopoli degli industriali, che rende questa loro associazione, pur così severa nelle trattative sui salari operai, assai poco credibile sotto il profilo imprenditoriale e morale. Ci sarebbe da scrivere un bel libro sull’altra Casta, anche perché si potrebbe trovare conferma che siamo di fronte alla crisi anche morale di un’intera classe dirigente.

L’Italia è sempre stata in mano a persone, singole o associate, inadeguate. Invece molti giornalisti, commentatori di chiara fama, hanno speso fiumi di parole sull’arretratezza di Landini elevando a modello un sistema d’impresa e un’associazione sindacale corrotte nel profondo. Queste parole non vogliono essere la rivincita “da sinistra” verso imprenditori nativamente di destra, anche perchè gli imprenditori ormai votano per chi gli pare, anche per la sinistra. Queste parole vogliono semplicemente sottolineare che non si fa il proprio dovere quando si indicano come sanguisughe pensionati e lavoratori pubblici, mentre si sostiene che se si lasciasse fare all’impresa e ai suoi capitani coraggiosi l’Italia andrebbe molto meglio. Ma una cosa è certa, quello del Sole 24 Ore non è un episodio del Decamerone, è un sistema che mette in discussione l’intera classe dirigente industriale. 

 

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