Un inopportuno eccesso di democrazia

12.12.2016 17:05

Sergio Mattarella ha scelto Paolo Gentiloni per formare il nuovo governo in seguito alle dimissioni di Matteo Renzi sconfitto al referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre. Mattarella ha sostenuto con enfasi, al termine delle consultazioni, che «l'Italia ha bisogno di un governo in tempi brevi» dato che ci sono scadenze e impegni da rispettare. E infatti il piano europeo è effettivamente impellente, fra pochi giorni ci sarà il Consiglio Europeo ed entro quella data Mattarella, per non arrivare impreparati all’appuntamento, voleva un governo insediato e con pieni poteri. Ma quali sono, in concreto, le posizioni di Gentiloni? Forse possiamo chiarirci le idee con una dichiarazione che lo stesso Gentiloni fece tempo fa e pubblicò sul suo sito: «Dobbiamo cedere sovranità a un'Europa unita e democratica». Testuali parole, diretto e chiaro, né più, né meno. Insomma, la solita logora retorica europeista del “ci vuole più Europa”, il mantra a cui gli euroinomani ci hanno abituato da anni. Nulla di nuovo, certo. Sono ormai anni che sentiamo frasi di questo genere, slogan fatti apposta per negare ogni possibile seria discussione, immediatamente silenziata come "eurofoba" e "populista". Ciò che stupisce è che Gentiloni sia stato nominato da Mattarella all'indomani di un referendum in cui il popolo italiano si è espresso contro la riforma della Costituzione, che si fondava in larga parte sul tentativo di costituzionalizzare l'Unione Europea, di modo che gli ordini di Bruxelles venissero pronamente eseguiti a Roma, nel superamento dell'ancora vigente conflitto tra Trattati Europei e Costituzione italiana.

Il popolo italiano ha detto no a questa riforma e, con essa, alla perdita della sovranità nazionale. E cosa fa Mattarella? Nomina Gentiloni, entusiasta apologeta delle cessioni di sovranità in nome dell'Unione Europea, eufemisticamente detta democratica ma, in realtà, democratica quanto Attila re degli Unni. Come talvolta si usa dire, rientra dalla finestra ciò che si era cacciato dalla porta. Mi permetto allora di rammentare che il teorema di Gentiloni «dobbiamo cedere sovranità a un'Europa unita e democratica» è incompatibile con la Costituzione italiana che lo scorso 4 dicembre il popolo italiano ha democraticamente scelto di mantenere e di difendere. Possiamo dunque immaginare con quali propositi e con quale spirito l'Italia si presenterà all'appuntamento con l'Unione Europea. Come dopo il referendum in Grecia, ora anche in Italia la scelta democratica del popolo sovrano è carta straccia. I signori dell'eurocrazia hanno già deciso. Tutto il resto è un fastidioso intralcio, un inopportuno eccesso di democrazia.

 

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