Un uomo solo al comando

26.07.2014 18:31

E poi dicono che gli scrittori non vedono lontano. Ma accidenti, proprio in Italia doveva nascere quel Tomasi di Lampedusa e scrivere Il Gattopardo, con quella sua maledetta frase «bisogna che tutto cambi perché tutto rimanga com'è»?

Come se in questo Paese non bastassero i problemi e i ritardi che rallentano lo sviluppo dai tempi dell'unificazione, ci si mettono pure gli scrittori a diffondere paradossi di seducente cinismo, che diventano facili teoremi buoni per tutte le stagioni per chi vuole conservare lo status quo.

Le riforme sostenute da Barack Obama gli hanno attirato critiche di ogni tipo, da destra e da sinistra, giustificate o pretestuose, ma nessuno, né l'opinionista più radicale né il conservatore più esagitato si è mai sognato di insinuare che in realtà il Presidente volesse sbaraccare tutto perché tutto rimanesse com'era, che è l'accusa più disonorante per un politico di qualunque colore, progressista o no: un tradimento per chi lo ha votato e un'offesa per chi non lo ha votato, perché entrambi fanno la figura dei coglioni.

Renzi si sente dare del Gattopardo un giorno sì e l'altro pure, anche dai grillini, che volendo cambiare tutto in Italia tranne il Senato, al quale evidentemente sono affezionati come certi atei lo sono al Natale, si sentono i veri rivoluzionari.

Chissà, forse penseranno che l'ex rottamatore, oltre ad essere il figlio segreto di Berlusconi e di Candy Candy, è l'uomo di paglia di Bilderberg, dei colossi della chimica e dell'industria del caffè (che, non dimentichiamolo, secondo gli 883 è una delle imputate nell’omicidio dell’Uomo Ragno), insomma un fantoccio messo a Palazzo Chigi dai soldi dei cattivi e dalla dabbenaggine di milioni d’italiani decerebrati allo scopo di arricchire i ricchi e impoverire i poveri.

Va da sé, dunque, che i veri riformatori sono tutti quelli ai quali l'assetto del Parlamento sta bene così com’è, col bicameralismo perfetto che, lo dice la parola stessa, è perfetto, e quindi non va cambiato.

Nemmeno la pratica dell'ostruzionismo, una delle tante espressioni della regola secondo cui in Aula non è consentito allattare bambini ma comportarsi come bambini sì.

Le immagini diffuse da Palazzo Madama in questi giorni ricordano decisamente una classe d'asilo diretta da un'educatrice neghittosa: bambini canuti che si appisolano sul banco, altri che smanettano sul cellulare, altri che chiacchierano e ridono fra loro, altri che parlano nella disattenzione generale, altri che piagnucolano perché per colpa di quelli che parlano non potranno partire subito per le vacanze, dopo avere già comprato un secchiello e una paletta nuovi fiammanti.

Ogni pennichella senatoriale estemporanea immortalata, ogni lagna per la possibile rinuncia a villeggiature, cui la maggioranza degli italiani ha dovuto rinunciare (davvero) da anni, il tutto da parte di individui il cui stile di vita è già ampiamente privilegiato non solo rispetto a quella dei normali cittadini, ma anche dei loro colleghi europei, è una nuova goccia di bile spremuta dalle nostre cistifellee.

Quando i grillini (e non solo loro), di fronte alla linea dura di Renzi sbandierano lo spettro della dittatura, dell'uomo solo al comando, non sono pochi gli italiani che cominciano a domandarsi se sarebbe poi una prospettiva così inquietante.

In Italia la dittatura è riuscita a essere cialtrona quanto la democrazia, e questo perché abbiamo costatato che due ventenni senza opposizione non sono serviti a risolvere alcun problema strutturale del Paese, anzi se ne sono creati di nuovi e si è lasciato dietro odi e rovine; mi riferisco sia al ventennio fascista sia a quello berlusconiano.

L'unico italiano solo al comando in questo momento è Vincenzo Nibali, il campionissimo siciliano come Tomasi di Lampedusa, che ha già praticamente vinto il Tour de France, meritandosi da Renzi un messaggio ammirato ma forse anche un filino invidioso.

A Nibali nessun grillino si è ancora sognato di ostruire l'iter verso la vittoria, forse perché lui è soprannominato lo Squalo dello Stretto e non il Gattopardo.