Una carrambata cosmica

28.07.2015 15:48

Agli abitanti di Kepler, il pianeta scoperto da poco e che si dice sia gemello della Terra, fischieranno senz’altro le orecchie, perché da qualche giorno non si fa altro che parlare di loro.

E i kepleriani avrebbero pure il diritto di offendersi, poiché i loro lontani gemelli terrestri, separati alla nascita e spediti in una galassia lontana lontana (buon per loro), sui social network stanno attribuendo al povero Kepler, gemello omozigota e quindi identico, tutte le magagne della Terra, peggio ancora dell’Italia, dall’Imu a Salvini passando per i parcheggi in doppia fila. Ma se i due pianeti sono gemelli, dovrebbero possedere uguali schifezze ma anche uguali bellezze, naturali, artistiche e culturali. E se i musei e i siti archeologici di Kepler sono analoghi ai nostri, anzi, più ricchi di storia visto che il pianeta è nato un miliardo e mezzo di anni prima della Terra (d’altronde anche nei parti gemellari c'è un gemello più vecchio), conviene andarli a visitare lì; è un po' lontanuccio, ma a parte i 1400 anni luce che ci vogliono per arrivarci, forse gli orari sono più elastici e i visitatori non rischiano di trovare il sito chiuso in piena stagione turistica per un’imprecisata assemblea sindacale.

Perché come sanno tutti quelli che conoscono coppie di gemelli, etero o omo (tranquillo Giovanardi, mi riferisco ai cromosomi) sanno bene che al di là delle somiglianze fisiche più o meno impressionanti, i caratteri non si assomigliano per niente, anzi, spesso sono opposti. 

Quindi Kepler, a differenza della Terra «aiuola che ci fa tanto feroci» (buono Giovanardi, c’è una «e» tra la «f» e la «r») è unito e solidale, tutto pace e amore, in un’unica federazione di Paesi, anzi, un solo Paese dove tutti vivono in armonia, senza nulla per cui morire o uccidere, e senza neppure una religione, come nella bellissima Imagine di Lennon.

Un pianeta dove nessun popolo deve fare la fame per saldare debiti contratti da politici sconsiderati che, invece, non dovranno mai privarsi dello champagne, e dove nessuno parcheggia in doppia fila perché l’automobile, come mezzo di trasporto, è stata archiviata nella preistoria in quanto antieconomica e inquinante. Insomma, Kepler è il gemello buono e fricchettone della Terra, e per questo corre grossi rischi.

Perché la sua sorellina cattiva, mentre finge emozione e commozione per la carrambata cosmica (due pianeti gemelli divisi dai tempi del Big Bang si ritrovano dopo miliardi e miliardi di anni), già pensa a come fottere il pacioso gemellino. Magari a usarlo come clone, quando sarà completamente rovinata e depauperata a causa dei suoi eccessi.

Kepler pensa di essere protetto dall’avidità della sua gemella grazie a quei 1400 anni luce di distanza, ma se fossi in lui non sarei così tranquillo, perchè non mi meraviglierei se qualcuno stesse già progettando tre caravelle capaci di solcarli. E allora che faranno i kepleriani per non diventare la replica spaziale dei poveri Aztechi?

Siccome il nome completo del pianeta è Kepler-451b, pare che stiano pensando di cambiare il nome in Kepler-451a, sperando che i terrestri, non trovando il numero civico giusto, si stanchino di cercare nello spazio e se ne tornino a casa loro.