Una missione suicida

24.03.2017 09:24

Tutti scrivono di Pier Luigi Bersani e più o meno dicono le stesse cose. Quindi dev’essere un uomo che suscita un giudizio comune che ne condiziona l’ineluttabile figura di perdente. Ma Bersani suscita anche un sentimento ambiguo: umanamente tutti gli riconoscono essere una brava persona, mentre politicamente uno che cento ne sbaglia e una ne azzecca. Umanamente, quando si ripresentò in parlamento dopo il malore che fece temere per la sua vita, fu comune e palpabile la contentezza tra i suoi avversari nel rivederlo tra di loro. Politicamente si porta dietro l’imbarazzante immagine di quella diretta streaming dell’incontro con i grillini quando, da presidente del Consiglio incaricato, cercava affannosamente di formare il suo governo. Scena talmente penosa che chi vi assisteva a bordo schermo avrebbe voluto gettare la spugna e allontanarlo di peso da quella situazione imbarazzante.

E’ bene ricordare che Bersani è anche uno dei politici italiani più immaginifici. Il suo tacchino sul tetto e la più recente mucca in corridoio sono una sorta di noumeno kantiano, l’inconoscibile che irrompe sulla scena politica prendendo la forma di oscuri presagi. Che ci fa il tacchino sul tetto? E con la mucca grillina in corridoio come ci dobbiamo comportare? Ce ne stiamo rintanati fin che non torna docile nella stalla o usciamo allo scoperto e proviamo a dialogare? Ecco, leggendo le cronache di questi giorni, pare che il Bersani scissionista abbia deciso per questa seconda strada. Con la mucca si dialoga perché è “questacquaqua”, ed è inutile far finta di non vedere quanto ormai il consenso del comico genovese sia preponderante. Così forte (anzi, debole) del 3% che i sondaggi (gli stessi che danno Grillo cinque punti sopra al Pd) assegnano ad Articolo 1, la sua creatura scissa, che ha deciso di catechizzare i pentastellati sulla necessità di fare fronte comune contro il populismo. Che sarebbe un po’ come convincere Erode sulla necessità di costruire asili.

Non pago dell’umiliazione ricevuta, Bersani vuol tornare sul luogo del delitto. Una missione suicida. Prima di azzardare qualsiasi mossa, consiglio a Bersani di leggersi il famoso aforisma di Nietzsche: non si torna mai sul luogo dove si è stati infelici.

 

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