Una pancia vuota che produce dolore

07.12.2016 17:36

Secondo l’Istat un italiano su quattro è a rischio povertà mentre l’80% dei giovani ha votato in massa contro il governo Renzi, gli stessi giovani che in questo momento sono tra le fasce più deboli della popolazione. Alcuni sostengono che i giovani hanno bisogno di un padre, invece io ritengo che si debba tornare al buon vecchio principio che i giovani non hanno bisogno di un padre, ma di poter pensare a un futuro. Se vogliamo analizzare questo voto abbiamo tutti i dati per farlo. I fatti, lancinanti e drammatici, dicono che il progetto di Matteo Renzi, che si era proposto come giovane rottamatore, è stato sonoramente bocciato proprio dalla stessa fascia di popolazione che avrebbe dovuto rappresentare.

La sinistra mondiale da anni è sconfitta per aver tradito il popolo che avrebbe dovuto rappresentare. La terza via dei Clinton e dei Blair non ha fatto che creare diseguaglianze e perdere terreno dando carne cruda alle destre populiste. Solo un narcisismo da potere può portare i leader odierni a chiudere gli occhi davanti a questa sconfitta mondiale e al pericolo incombente. Il meccanismo di difesa psicologico del potere porta quest’ultimo ad accusare il populismo, proiettando tutto il male all’esterno e rinunciando all’analisi fattuale delle cause reali della rinascita dell’estrema destra.

Credete che la gente voti di pancia? Ebbene, quella pancia produce dolore perché è vuota, e con la fame arriva la rabbia. Una presa di coscienza seria sta diventando impossibile perché i leader, una volta al potere, cercano solo di mantenerlo e perdono completamente il contatto con la realtà. Quando essa arriva prepotentemente a schiaffeggiarli, se la prendono non con loro stessi e con le dissennate politiche che hanno dimenticato i più deboli, ma con la propaganda altrui. La propaganda fatta di notizie false e di ingiurie non avrebbe mai attecchito se la popolazione non fosse stata ridotta alla fame e alla precarietà.

Ora in area renziana si pensa al 40% ottenuto e alla ricandidatura, come quegli stolti che continuano nella nevrotica coazione a ripetere. Il loro scopo è soddisfare la pulsione primaria, e cioè la fame di potere. E non sono minimamente in grado di rendersi conto che questa stessa fame li sta rodendo dall’interno, sta disintegrando la sinistra e ingrassando le destre. Bisogna fermarsi ora e ascoltare il dolore. Sarebbe molto più facile prendere un farmaco e dimenticare, continuare la folle corsa, qui però non è in ballo il potere dell’establishment ma il dolore della popolazione. La gente vota i populismi perché quando soffri ti attacchi a tutto, anche all’astrologia e a chi ti legge le carte.

E allora cosa servirebbe ora? Fermarsi, analizzare questi problemi e capire che la politica dovrebbe essere non al servizio dell’ego ma del popolo e creare giustizia sociale. Qui non è in gioco il destino di un uomo o dell’establishment ma il benessere di tutta la popolazione. Se credete davvero che la gente voti di pancia, provate a pensare che quella pancia non produce solo prodotti fecali ma dolore, perché vuota. E con la fame arriva la rabbia, con la rabbia la cecità e con la cecità i nuovi Hitler.

 

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